
Così Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, in merito alla notizia dell’abbandono da parte di Legambiente Emilia-Romagna del Patto per il Lavoro e per il Clima.
“Una decisione – prosegue Baruffi – che lascia ancor più stupiti di fronte alle tante cose importanti realizzate in questi anni di lavoro comune. Basti ricordarne alcune: dagli investimenti inediti sul trasporto pubblico locale – dalla gratuità dei bus per gli studenti, così come per i pendolari abbonati al servizio ferroviario regionale, fino al potenziamento del Servizio ferroviario metropolitano – all’ulteriore estensione della rete delle piste ciclabili, in una Regione che già vanta numeri record a livello nazionale; dalla legge a sostegno delle comunità energetiche rinnovabili ai nuovi criteri per le aree idonee per gli impianti di energia pulita, varati nell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa. L’elenco sarebbe davvero troppo lungo; basti allora dire che, più che da noi, il posizionamento internazionale su questi temi dell’Emilia-Romagna ha ricevuto una certificazione concreta dai progetti straordinari realizzati o in corso di realizzazione proprio qui a Bologna: dall’Agenzia Italia Meteo alla nuova Università delle Nazioni Unite – la prima dell’area mediterranea – che studierà i cambiamenti climatici e il loro impatto sull’habitat umano. E questo proprio grazie alla scelta di aver trasformato il Tecnopolo di Bologna nell’hub europeo su Big Data e capacità di calcolo. Per quali ragioni il Paese, l’Unione europea e le Nazioni unite avrebbero mai scelto l’Emilia-Romagna per queste infrastrutture di frontiera?”.
“Ogni scelta- conclude il Sottosegretario- è naturalmente legittima, ma riteniamo che tirarsi fuori dal lavoro comune che il sistema regionale sta facendo per coniugare lavoro e clima non renderà più forti né le ragioni di Legambiente, né il lavoro corale che in ogni caso proseguiremo. Siamo invece certi che, quando Legambiente riferisce di atteggiamenti sprezzanti da parte di non meglio precisati amministratori, non si riferisca alla Giunta regionale, da cui ha sempre avuto e avrà il rispetto che meritano tutti i soggetti associativi. Rispetto che, di rimando, ci saremmo attesi da parte di Legambiente attraverso un confronto preliminare e franco in sede di Patto”.

