
Lo Spi Cgil si interroga su due temi in particolare: la delega fiscale e il taglio al cuneo fiscale. Nella Delega fiscale non ci sono provvedimenti che alleggeriscono in alcun modo la pressione fiscale sulle pensioni con effetti che “oso definire devastanti – spiega Ornella Bonacina della lega Spi Cgil di Nonantola – visto che le pensioni sono spesso gravate da una tassazione superiore a quella del reddito da lavoro dipendente, e sono già state penalizzate dalla parziale indicizzazione a inizio anno. Sono stati sottratti ben 3,6 miliardi di euro ai pensionati con la mancata indicizzazione delle pensioni superiori 4 volte il trattamento minimo (ovvero sino a 2.101,52 euro lordi) che sono poi le pensioni da contribuzione lavorativa”. Rivedere costantemente al ribasso l’indicizzazione delle pensioni determina una forte perdita di potere d’acquisto, a fronte di un’inflazione che sta per arrivare a due cifre.
“In un sistema contributivo che porta a pensioni sempre più basse – continua Bonacina – se non si interviene con riforme che introducono principi di solidarietà, il rischio di povertà per i futuri pensionati è molto alto”.
Anche il taglio del cuneo fiscale è una misura che esclude le pensioni, visto che riguarda i lavoratori dipendenti che potranno beneficiare della riduzione del carico contributivo da luglio a dicembre 2023, quindi una misura che non è strutturale neanche per i lavoratori.

