Modena ha un nuovo Piano urbanistico generale (Pug)
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Modena ha un nuovo Piano urbanistico generale (Pug), strumento che governerà le trasformazioni del territorio per i prossimi 30 anni puntando sulla rigenerazione dell’esistente e sulla qualità urbana ed ecologico-ambientale, oltre al potenziamento dei servizi.

Il Consiglio comunale, nella seduta di oggi, giovedì 22 giugno, ha infatti approvato definitivamente il nuovo Piano presentato dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli con il voto a favore di Partito democratico, Modena civica ed Europa verde-Verdi, contrario di Alternativa popolare, Forza Italia, Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia, Modena al centro e Luigia Santoro di Lega Modena e con l’astensione di Sinistra per Modena. Si sono avvalsi del non voto i consiglieri Giovanni Bertoldi e Stefano Prampolini di Lega Modena.

L’approvazione definitiva è l’ultimo atto di un percorso avviato nel 2017 che ha visto il Consiglio esprimersi già a dicembre 2021, con l’assunzione del Pug, e a dicembre 2022 con l’adozione. Il Piano entrerà in vigore dopo circa due mesi dall’approvazione, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione (Burert) e andrà a sostituire i precedenti strumenti urbanistici.

“Grazie al nuovo Pug – ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli intervenendo nel dibattito – Modena potrà diventare una città migliore, una comunità aperta e accogliente, luogo di pensiero e contaminazione, in cui i nostri figli e nipoti potranno trovare un senso di vita comune e positivo. Il Piano urbanistico generale ha l’ambizione di governare la transizione verso il 2050, prendendo per mano una città che è già oggi in movimento: il futuro, appunto, è adesso”.

In sede di replica, al termine del dibattito in cui sono intervenuti 17 consiglieri, l’assessora Vandelli ha sottolineato che “Il Pug non finisce oggi, anzi, comincia oggi. È un patto di comunità con la città di Modena – ha aggiunto – un’operazione straordinaria di riduzione della rendita immobiliare puntando alla qualità del progetto, un salto in avanti importante a cui dobbiamo credere lavorando insieme perché avvenga davvero”.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Aprendo il dibattito per il Pd, Alberto Bignardi ha affermato che il Pug rappresenta “un cambio di visione, un documento che permetterà alla città di avere un piano sempre aggiornato, con richieste che cambieranno nel tempo e si potrà correggere, modificare e indirizzare sempre assicurando trasparenza”. Il piano inoltre sbloccherà le azioni “di costruttori e addetti del settore che prima rischiare capitali avevano bisogno di normative chiare, per rispondere ai bisogno della città”. Per Diego Lenzini il Pug propone “una visione ambiziosa, una città diversa che mette al centro le persone, gli anziani, i giovani, chi è solo”. In particolare, il consigliere ha specificato che il Piano “promuove una città della prossimità e di servizi diffusi. Città in cui il verde è un’infrastruttura, non un arredo, e pedoni e bici assumono un ruolo centrale”. Lenzini ha inoltre parlato dell’importanza del beneficio pubblico per i futuri interventi: “Chi vorrà proporre progetti dovrà prima chiedersi: che beneficio porta il mio intervento all’ambiente e alla società?”. Con il Pug ha argomentato Lenzini “diamo precise risposte a bisogni e desideri dei cittadini su questioni importanti: consentiamo al pedone di riappropriarsi degli spazi pubblici; favoriamo concretamente “la città 30”, con il potenziamento della mobilità dolce, e cancelliamo inoltre, grazie alla legge urbanistica che ce lo consente, il 90 per cento dell’espansione”. Stefano Manicardi ha affermato che “il Piano consegna una grande eredità a Modena: un complesso di studi e mappature che consentiranno di rispondere concretamente alle esigenze del territorio”. A questo proposito, il consigliere ha puntualizzato che il Pug “rappresenta anche le frazioni, i rioni: si tratta di comunità che vanno aiutate, valorizzate, rilanciate per la tutela degli interessi e dei servizi presenti nei luoghi più decentrati”. Manicardi ha quindi affermato che il nuovo Piano urbanistico “dovrà coinvolgere pienamente i quartieri nei processi decisionali: solo così potrà avere piena funzione, solo se i cittadini verranno coinvolti nelle scelte”. Per Federica Di Padova il nuovo Piano urbanistico valorizza il centro storico della città “rendendolo attrattivo, vivo, per residenti, turisti, lavoratori e studenti”. La consigliera ha specificato che il nuovo strumento urbanistico punta ad “armonizzare il rapporto tra patrimoni artistici, culturali e storici e valorizzare le testimonianze storiche presenti nelle periferie”. Federica Venturelli ha dichiarato che attraverso il Pug “si chiude la fase dell’espansione e si apre il periodo della rigenerazione urbana, superando la dicotomia tra sviluppo economico e sostenibilità. Sottolineando “il beneficio pubblico e la possibilità che viene data ai modenesi di riappropriarsi degli spazi pubblici”, la consigliera ha aggiunto che il Pug “dà una risposta concreta alle esigenze e alle tensioni abitative, anche e soprattutto per tramite dell’Edilizia residenziale sociale”. “Rigenerazione, riqualificazione e attenzione al verde” sono le parole chiave del Pug, ha affermato Antonio Carpentieri, specificando che “è finita la stagione del consumo di suolo”, tema comunque che a Modena “non ha visto espansioni negli ultimi”. Il consigliere ha richiamato l’attenzione del documento verso i temi dell’abitare “visto che Modena, che resta una realtà attrattiva, ha bisogno di case, e la scelta di privilegiare il trasporto su rotaia anziché su gomma, come emerge dalle strategie che riguardano il polo logistico di Cittanova”.

Katia Parisi (Modena civica) ha messo l’accento sull’importanza che il documento urbanistico, nell’ambito “del riequilibrio territoriale dell’offerta abitativa” a cui punta nei prossimi decenni, produca anche atti concreti e rapidi sul fronte dell’emergenza abitativa per rendere Modena sempre più attrattiva”, per i giovani studenti e non solo. La consigliera si è anche occupata di trasporto pubblico locale: “Il Pug e il Piano urbano della mobilità sostenibile devono lavorare in sinergia per dotare la nostra città di una rete di trasporto pubblico coerente con la necessità e con i bisogni dei cittadini, attraverso la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità sostenibile e i servizi di prossimità”, col fine di ridurre l’uso delle auto.

“Nonostante la nostra richiesta, in fase di adozione, di necessarie modifiche e integrazioni, prendiamo atto che il contenuto del Pug è rimasto del tutto invariato”. Sono le parole di Walter Stella (Sinistra per Modena) che ha motivato il voto di astensione del gruppo. Il consigliere ha sottolineato l’importanza di alcune tematiche non adeguatamente affrontate (soprattutto “l’impegno dell’Amministrazione affinché il limite di espansione del 3 per cento sia sensibilmente inferiore”). Stella ha quindi affermato che “Il Pug ha bisogno di ponderazione, programmazione e confronto per essere redatto e approvato con consapevolezza: determinando, infatti, lo sviluppo di Modena per i prossimi 20-30 anni, non siamo disposti a firmare una cambiale in bianco che possa portarci a rimorsi futuri”. Per Camilla Scarpa il Piano presenta alcuni aspetti “che rappresentano un avanzamento nella direzione di una città maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale” e sul fronte della partecipazione, ma rimangono “le criticità derivanti dalla legge urbanistica, a partire dalla soglia possibile del 3% sul consumo di suolo e dalle innumerevoli deroghe possibili. Chiediamo quindi ancora una volta che si attivi una fase di confronto per cambiare la legge urbanistica regionale: serve più radicalità sul tema della tutela del suolo”.

Paola Aime (Europa Verde-Verdi), motivando il proprio voto a favore, ha affermato che “occorre prendere atto che il lavoro fatto ha portato frutti significativi: l’impegno a lavorare sul territorio urbanizzato è una scelta forte da perseguire e su cui occorrerà vigilare”. La consigliera ha voluto puntualizzare tuttavia che “la legge regionale, da cui discende il Pug, ha fallito l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo, se consideriamo che l’Emilia-Romagna è tra le regioni che consumano più suolo”. La consigliera ha quindi parlato di un indirizzo “chiaro” del proprio gruppo: “Siamo contro il consumo di suolo, siamo per un reale saldo zero, siamo per intervenire solo all’interno del suolo urbanizzato dando priorità agli interventi di rigenerazione e con una netta e forte avversione all’utilizzo delle deroghe”. Aime quindi ha condiviso “l’esigenza di una maggiore attenzione alla qualità e alla coerenza degli interventi con gli obiettivi strategici di vivibilità e sostenibilità”.

Definendo il Pug “un libro dei sogni”, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) ha segnalato innanzitutto di “non essere stata messa nelle condizioni di ricevere in Commissione gli approfondimenti richiesti”. La consigliera si è concentrata quindi su un documento politico legato al piano: “Non ci sono assunzioni di responsabilità politica sull’immobilismo di Modena, sulle disuguaglianze economiche e sociali e sull’inquinamento causato anche da un inceneritore ampliato anni fa con la promessa di attivare una rete di teleriscaldamento per eliminare 10mila caldaie…”. La consigliera ha poi criticato le connessioni del Pug con la legge regionale, “in cui traspare una sfiducia verso i piccoli proprietari di abitazioni mentre favorisce i grandi gruppi che potranno decidere dove andranno a vivere le famiglie tramite l’edilizia residenziale sociale”.

Per Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) “il nuovo Piano urbanistico ha ottimi titoli ma nella sostanza resta quello adottato: per cui il nostro giudizio resta negativo”. Per il consigliere il Pug resta viziato da “una legge regionale che ha fallito, come hanno decretato anche gli scienziati”. In particolare, Silingardi ha sottolineato come il nuovo Piano non affronta “a gamba tesa” un problema centrale come il consumo di suolo: “Si parla di una deroga del 3 per cento, ma noi siamo per l’azzeramento del consumo; anzi, per il suo recupero”. Silingardi ha infatti puntualizzato che “occorrerebbe ridare alla collettività più suolo, ma invece rispondiamo a questa esigenza ampliando autodromi con hotel, parcheggi, poli logisti e parcheggi anziché trasformare in verde: si tratta di una scelta politica spinta da una legge regionale altamente dannosa”. Enrica Manenti ha affermato di apprezzare la nuova visione del nuovo Piano urbanistico “che sostituisce strumenti precedenti assai rigidi”. La consigliera ha tuttavia condiviso preoccupazione per una legge urbanistica che lascia molto spazio al privato: “Non siamo contrari, ma occorre vigilare”. Manenti ha poi puntualizzato che “occorrerebbe capire come calcolare il beneficio pubblico degli interventi: negli ultimi anni sono state fatte diverse deroghe; è un aspetto che non ci convince molto”.

Alberto Bosi (Alternativa Popolare) ha affermato che “era necessario informare meglio la cittadinanza al fine di una maggiore assunzione collettiva di responsabilità”. In particolare, il consigliere ha dichiarato che il Piano non interviene su temi cruciali come “la necessaria riduzione della deroga del 3 per cento per il consumo di suolo, il contrasto ai cambiamenti climatici, come la riduzione delle emissioni di Co2 e la necessità, quindi, che l’inceneritore di Modena non continui a bruciare rifiuti di altre province”. Bosi ha inoltre parlato di un Piano che non affronta adeguatamente il micro-commercio: “Opportuno sostenere le attività rionali, ma le fasce deboli potrebbero essere penalizzate perché i costi non sono paragonabili alle grandi vendite”. Per Bosi, quindi, “il piano ha molte ambizioni ma forti limiti esecutivi”.

Per Lega Modena, dopo aver segnalato una questione di metodo, Giovanni Bertoldi è entrato nel merito: “Col nuovo strumento urbanistico il ‘pubblico’ sarà libero di fare quello che vuole, a differenza del ‘privato’, per il quale sono previsti accordi operativi molto vincolanti e con grande discrezionalità da parte degli uffici comunali”. Il consigliere ha quindi identificato luci (limite al consumo di suolo, valutazione di impatto ambiente, attenzione alla permeabilità del terreno) e ombre del nuovo Pug: “A seconda delle modalità di applicazione potrà rivelarsi uno strumento efficace o eccessivamente pesante e complesso nella sua gestione. “Il giudizio rimane quindi interlocutorio a seconda delle capacità degli uffici di far funzionare al meglio questo nuovo strumento”. Per Stefano Prampolini “sarebbe opportuno recuperare una visione che ritorni alla realtà, al motore della nostra città: ovvero le imprese”. Il consigliere ha auspicato che il nuovo strumento urbanistico possa favorire “davvero” processi di semplificazione e velocità: “Non vorrei vedere passare anni per dare risposte alle richieste delle aziende: attendere troppo tempo vuol dire per le imprese lasciare il nostro territorio, decrescere”.

Secondo Barbara Moretti (Modena al centro) “questo piano rischia di limitare, anziché valorizzare, lo sviluppo di qualità della città”. L’idea di ‘Modena in movimento “è rimasta sulla carta – ha precisato – perché non si investe abbastanza in grandi infrastrutture, anche per attrarre eventi, né c’è un piano di sviluppo organico e moderno del trasporto pubblico locale. Così come manca una politica dell’abitare sufficiente per i giovani e per le giovani coppie”. E sul tema dell’abitare, “se da un lato è apprezzabile lo sforzo sul fronte della semplificazione nelle procedure per la trasformazione degli immobili, dall’altro ci lascia perplessi la spinta quasi esclusiva verso l’edilizia sociale: vogliamo una qualità dell’abitare o solo una quantità dell’abitare?”.

VIA LIBERA AI NUOVI REGOLAMENTI DEL VERDE ED EDILIZIO

Modena si è dotata non solo di un nuovo Piano urbanistico generale, ma anche di un nuovo Regolamento edilizio e di uno specifico Regolamento del verde, oltre che di un Documento di indirizzo abbinato con relativo Avviso pubblico per avviare il percorso per la prima applicazione del Pug.

Nella seduta di oggi, giovedì 22 giugno, infatti, il Consiglio comunale ha dato l’ok oltre all’approvazione definitiva del Pug, anche ad altre tre delibere collegate. Il Regolamento edilizio (Re), che rende pienamente efficace l’attuazione del Pug e disciplina le modalità di realizzazione delle trasformazioni edilizie ordinarie e dirette ma anche di quelle complesse ammesse dal Piano urbanistico generale, è stato approvato col voto a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Europa verde – verde e Modena civica), contrario di Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia e la consigliera Luigia Santoro di Lega Modena e con l’astensione di Lega Modena e Modena al centro.

Il Regolamento del verde, che va a disciplinare nello specifico gli abbattimenti e la progettazione delle aree di pertinenza degli interventi edilizi e delle trasformazioni urbanistiche, ha ricevuto il voto favorevole di dei gruppi di maggioranza, del Movimento 5 stelle e di Modena al centro, contrario di Fratelli d’Italia e l’astensione di Lega Modena.

Mentre il Documento di indirizzo, che definisce le priorità e i criteri preferenziali di valutazione applicati alle manifestazioni di interesse che saranno raccolte con il relativo Avviso pubblico, è stato approvato con il voto a favore di Partito democratico, Europa Verde-Verdi, Modena Civica e Sinistra per Modena; astenuti Lega Modena, Movimento 5 stelle, Modena al Centro e Fratelli d’Italia.

OK AL NUOVO REGOLAMENTO EDILIZIO CHE DÀ ATTUAZIONE AL PUG

D’ora in poi sarà più semplice e rapido rigenerare e dare nuova vita a pezzi di città esistente, che si tratti di trasformazioni diffuse, come cambi di destinazione d’uso, frazionamenti di alloggi e ampliamenti di attività produttive, o di trasformazioni complesse, come vere e proprie sostituzioni urbane, sottoposte a Valutazione del beneficio pubblico.

Il Consiglio comunale, insieme al Piano urbanistico generale, ha infatti approvato il nuovo Regolamento edilizio che rende pienamente efficace l’attuazione del Pug e disciplina le modalità di realizzazione delle trasformazioni. Hanno votato a favore Partito democratico, Modena civica, Europa verde-Verdi e Sinistra per Modena, contrario di Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia e della consigliera Luigia Santoro di Lega Modena, astenuti Modena al centro, Giovanni Bertoldi e Stefano Prampolini di Lega Modena. Il Regolamento approvato è stato emendato su proposta dei gruppi di maggioranza (a favore dell’emendamento Pd, Europa Verde-Verdi, Modena civica, Sinistra per Modena e M5s, contrari FdI e Luigia Santoro di Lega Modena, astenuti Fabio Poggi del Pd, Modena al centro e Giovanni Bertoldi e Stefano Prampolini di Lega Modena) con l’obiettivo di estenderne ulteriormente le procedure volte a garantire la partecipazione per le trasformazioni. In particolare, con l’emendamento è stato previsto che il sindaco possa richiedere l’attivazione dell’istruttoria pubblica o del contraddittorio pubblico “anche valutando eventuali richieste formali di cittadini o associazioni” e che gli strumenti partecipativi possano essere attivati anche “mediante l’approvazione di apposita mozione del Consiglio comunale”.

Il nuovo Re porta a una semplificazione e al riordino dell’attività edilizia, rendendo più snelli, trasparenti e uniformi gli iter amministrativi, contenendo i tempi, semplificando e rendendo chiare le regole. È lo strumento che interfaccerà più cittadini e più interventi, andando a toccare un’ampia gamma di temi, dai risvolti ecologici e sostenibilità ambientale delle opere edilizie all’evoluzione dell’uso degli edifici, alla qualità architettonica, degli spazi pubblici, dell’ambiente rurale.

Aprendo il dibattito per il Movimento 5 stelle, Enrica Manenti ha invitato innanzi tutto l’Amministrazione “a mettere in campo tutti gli strumenti possibili per favorire la partecipazione e la comunicazione, favorendo un confronto sin dalle fasi progettuali: uno strumento di lavoro quotidiano”. Per la consigliera nel documento è presente, comunque, “uno squilibrio tra elementi prescrittivi, indicazioni di carattere tecnico e una trascuratezza sul fronte della tutela di beni ed edifici culturali. In particolare, è insufficiente la tutela prevista per gli edifici con valore storico-culturale testimoniale, immobili del XX secolo specifici del patrimonio edilizio rurale di Modena”.

Per il Pd, Diego Lenzini ha evidenziato che si tratta di un documento che parla “non solo ai tecnici ma anche ai cittadini grazie all’approccio ‘formativo’ che lo caratterizza”. Il Regolamento edilizio, infatti, “non si limita a dare prescrizioni sugli interventi da effettuare ma ne spiega le ragioni e informa anche sui percorsi da seguire e sugli obiettivi da raggiungere”. Si tratta di una scelta, che favorisce “la cultura e la consapevolezza verso i temi della sostenibilità” e che si affianca alla promozione di una partecipazione efficace e reale sui procedimenti edilizi”. Per Alberto Bignardi il documento costituisce “la messa a terra delle linee guida del Pug, un lavoro ampio e organico anche per i tecnici del territorio che lo chiedevano a gran voce”. Il consigliere ha invitato i gruppi politici “che si sono astenuti sul Pug a entrare nel merito e a riconoscerne il valore”. Il regolamento edilizio tocca, infatti, “le normative e quindi la qualità del vivere di tanti ambiti, da quello antisismico all’antincendio passando per gli isolamenti acustici. Si affrontano i temi della sostenibilità ambientale ed economica, delle reti tecnologiche, dell’idrico e delle colonnine elettriche per le auto”.

Paola Aime (Europa verde – Verdi) si è concentrata innanzi tutto sull’attenzione che il Regolamento dedica all’ambiente “perché l’obiettivo deve essere quello di ampliare la dotazione di verde in città in maniera equilibrata” nell’ambito di una maggiore attenzione “alla qualità e alla coerenza con gli obiettivi strategici di vivibilità e sostenibilità del territorio”. La consigliera ha messo l’accento, poi, sull’importanza dei percorsi di partecipazione, informazione e coinvolgimento dei cittadini “anche attraverso l’azione del Garante comunicazione e della partecipazione come elemento di ‘ponte’ tra cittadini e Amministrazione: soprattutto in questa fase di introduzione degli strumenti urbanistici”.

Si tratta di un Regolamento edilizio “migliorativo rispetto al precedente”, ha rilevato Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena), soprattutto “per gli elementi di partecipazione introdotti: un’azione che risponde alla volontà dei cittadini di pratiche trasparenti e di partecipare attivamente con l’Amministrazione in occasione di interventi potenzialmente impattanti per la città”. Questa prassi, “arricchita da una figura di valore come il Garante della comunicazione e partecipazione – ha aggiunto – permetterà di abbattere le tensioni che si possono creare, come abbiamo visto anche in diverse occasioni negli ultimi mesi”.

Annunciando il voto di astensione per Lega Modena, Giovanni Bertoldi ha ricordato che si tratta di un “documento che aggiorna il precedente, lo adegua ai tempi e lo relaziona col nuovo Pug. Il Regolamento edilizio è sicuramente più completo – ha precisato – ma complica eccessivamente sul fronte delle categorie funzionali, che diventano tante, forse troppe”. Il capogruppo ha spiegato, poi, che “sarebbe stato necessario un compromesso rispetto agli interventi sulle abitazioni, per venire incontro anche ai cittadini che hanno minori disponibilità economiche”.

In replica, l’assessora Anna Maria Vandelli ha sottolineato “il carattere di sperimentazione del Regolamento edilizio, che potrà essere affinato dopo le ‘esperienze’ sul territorio sviluppate dagli uffici tecnici”. L’assessora ha messo l’accento sugli elementi di partecipazione che caratterizzano il documento: “Per esempio – ha detto – daremo pubblicità a tutti i progetti complessi perché la partecipazione non esiste senza conoscenza”. Vandelli ha infine sottolineato l’impegno del Regolamento sulle dotazioni delle abitazioni, con l’obiettivo “di garantire maggiore qualità negli alloggi”.