ROMA (ITALPRESS) – Dalle utilities 10 miliardi per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. E’ quanto i gestori del servizio idrico investiranno nei prossimi anni, oltre il 50%, 5,2 miliardi, già nel triennio 2022-2024. “Stiamo vivendo tutti gli effetti della crisi climatica, sia quelli che si vedono come gli allagamenti sia quelli che non si vedono come la difficoltà di riscaldare i cicli termici che producono energia elettrica perchè si surriscaldano, la difficoltà di gestire le reti perchè ci sono black-out” ha spiegato Luca Dal Fabbro, vicepresidente Utilitalia, intervenendo all’evento “Prospettive gestionali di investimento nel cambiamento climatico” in occasione dell’assemblea generale di Utilitalia. “Questo – aggiunge – esige una nuova politica di investimenti, il paese potrebbe crescere diversi punti di Pil investendo il denaro nel rafforzamento della resilienza del sistema elettrico, termico, idrico”.
Al centro del dibattito gli impatti del climate change sul rischio di impresa, insieme alle prospettive assicurative e ai finanziamenti per le aziende dei servizi pubblici che, nei prossimi anni, dovranno mettere in campo una considerevole mole di nuovi investimenti per adeguare le infrastrutture a fronte di uno scenario climatico mutato.
Con riferimento al servizio idrico, 3 dei 10 miliardi verranno investiti al Nord, 4 al Centro e 3 nel Sud e nelle Isole. Tra gli investimenti in programma, finanziati attraverso la tariffa, poco più di 6,5 miliardi di euro sono destinati a interventi nei servizi di adduzione e distribuzione, circa 2,5 miliardi sono ripartiti equamente tra i segmenti di fognatura e depurazione, mentre la quota restante (circa 1 miliardo) è destinata ad interventi negli altri segmenti della filiera tra cui captazione, potabilizzazione e dissalazione.
“C’è sicuramente tanto da fare ma le utilities sono pronte,
gli effetti dei cambiamenti climatici – ha detto il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – influiscono in modo diretto sull’operatività delle imprese dei servizi pubblici e sulle prospettive di investimento. Le imprese sono chiamate a mettere in campo azioni di mitigazione e di adattamento che devono procedere di pari passo: affrontare il problema dei cambiamenti climatici, non solo per ridurre le emissioni di gas serra ma anche per contenere i danni conseguenti, è diventata una questione prioritaria al fine di garantire la continuità e la qualità dei servizi pubblici”.
La realizzazione di tali interventi comporterà una maggiore quantità di acqua disponibile, intesa come acqua recuperata o come acqua supplementare prodotta, stimata in circa 620 milioni di metri cubi. Sono circa mille i progetti che i gestori hanno in cantiere: si tratta di nuovi serbatoi, nuovi approvvigionamenti, riutilizzo delle acque reflue, rifacimenti e manutenzioni delle reti per la riduzione delle dispersioni, interconnessioni tra acquedotti, ampliamento della rete fognaria e ammodernamento degli impianti di depurazione.
All’evento è intervenuto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Non possiamo rimanere con le mani in mano, dobbiamo agire, abbiamo bisogno di azioni di mitigazione, di decarbonizzazione, e soprattutto di adattamento a quello che è il nuovo quadro.
Si tratta di azioni che riguardano complessivamente il sistema produttivo agricolo, l’industria, ma anche la vita civile, l’edilizia, le città e come le viviamo. La nostra bussola sono gli accordi di Parigi e la loro effettiva attuazione.
I nostri obiettivi li abbiamo ben chiari e li porteremo avanti con determinazione”.
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