
Attiva in città dal 1978, Porta Aperta si occupa di contrasto alle povertà, servizi alla persona e prevenzione del disagio e gravi forme di emarginazione attraverso la messa in campo di numerose attività e progetti.
«In questi anni il quadro sociale è profondamente cambiato – commenta il presidente Alberto Caldana – Dalla fine degli anni Settanta, quando si rivolgevano a noi prevalentemente persone provenienti dal Sud Italia fino ad oggi, con in mezzo la crisi economica, dove ci rivogliamo a un’utenza per due terzi composta da persone che vengono da Paesi extraeuropei (Pakistan, Bangladesh e Nigeria i primi tre con i numeri più alti), anche se non mancano gli italiani e i modenesi».
Sono in media 200 i pasti erogati ogni giorno alle persone che accedono a Porta Aperta, chi consumando il pasto in loco, chi da asporto; tra colazione, pranzo e cena sono oltre 60mila i pasti erogati in un anno. Ad oggi, Porta Aperta ospita 220 persone nelle varie strutture che gestisce; spesso di questa realtà si conosce soprattutto il servizio della mensa ma sono tante altre le aree in cui l’associazione è operativa. Tra queste, si richiama l’impresa sociale Arca Lavoro da essa generata per creare opportunità di lavoro stabili; c’è poi l’emporio sociale Portobello, gestito da Porta Aperta, che annualmente eroga un supporto alimentare a circa 600 famiglie per un totale di circa 2000 persone; il Centro Salute del migrante e del senza dimora che garantisce quasi 6mila visite in un anno a 1600 pazienti che accedono in media.
«Il nostro sforzo è quello di far fronte a quelli che sono i bisogni emergenti delle persone più fragili, in condizioni di marginalità – conclude Caldana – Porta Aperta adatta quindi le sue iniziative a quelli che sono i bisogni che cambiano collaborando e confrontandosi con i vari attori del territorio, dal Comune alla Prefettura ad altri enti del terzo settore attivi su tematiche comuni. Ricordiamo sempre con gratitudine che il nostro lavoro è possibile grazie al sostegno dei donatori, e all’insostituibile presenza dei volontari».
Porta Aperta, inoltre, sostiene fortemente da sempre iniziative culturali e artistiche nell’intento di coinvolgere maggiormente la comunità nelle azioni di contrasto alle povertà e alle disuguaglianze che porta avanti. A questo proposito, si richiama l’appuntamento con la prossima edizione del Festival della Migrazione che si terrà il 26, 27 e 28 ottobre anche fuori provincia.

