
La convenzione approvata ieri sera regolamenta i rapporti di gestione all’interno della “Francesa” per questo programma a lungo termine, il cui scopo è appunto «migliorare la conservazione della testuggine palustre autoctona in Italia e Slovenia» – che è l’altro Paese coinvolto, per un totale di 55 siti (una ventina dei quali in Emilia-Romagna). Fra i soggetti coinvolti Unimore, Acquario e Centro studi bionaturilistici di Genova.
Spiega Righi: «Sono orgoglioso d’aver accompagnato l’adesione del Comune di Carpi a questo importante progetto internazionale da quasi 5 milioni, promosso dal Wwf e coordinato localmente dall’Ente Parchi Emilia Centrale, e ringrazio i volontari dell’oasi che hanno accolto di buon grado l’iniziativa. La tutela dell’ambiente e degli animali deve restare una priorità, ed è anche attraverso queste progettualità che si da forza e valore a tali obiettivi, che in questo caso vede protagonista la tartaruga palustre europea».

