
Il valore risulta, inoltre, in lievissimo calo a livello congiunturale mensile, con una variazione negativa dello 0,1 %. Sono i principali dati che emergono dai rilievi dello stesso indicatore, sulla base dei prezzi registrati in città dal servizio Statistica comunale secondo le disposizioni Istat.
In ottobre, in particolare, i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale in aumento (+ 0,3 %) sul totale dei beni; salgono infatti i beni regolamentati (+ 4,3 %), accompagnati da: beni energetici (+ 1,1 %); beni semidurevoli (+ 0,6 %); beni alimentari (+ 0,4 %). In calo i beni durevoli (- 0,5 %) e i beni non durevoli (- 0,2 %). Il totale dei servizi risulta invece in calo (- 0,4 %): nello specifico, segno meno per i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (- 1,3 %); i servizi non regolamentati (- 0,5 %); i servizi relativi all’abitazione (- 0,1 %) e i servizi relativi alle comunicazioni (- 0,1 %). Crescono in maniera molto lieve i servizi vari (+ 0,1 %).
La divisione “Abbigliamento e calzature” (+ 1 %) è quella con l’aumento percentuale più rilevante: in settembre aumentano i prezzi di indumenti, calzature e servizi di lavanderia.
Segue “Abitazioni, acqua ed energetici” (+ 0,9 %): rispetto a settembre, energia elettrica e gas di rete sono in rialzo, pur mantenendo quotazioni nettamente inferiori rispetto all’ottobre dello scorso anno. In lieve calo le spese condominiali.
“Istruzione” fa segnare + 0,6 %: in salita i prezzi dell’istruzione universitaria, oltre ai corsi d’istruzione e formazione, che vedono però un rialzo più modesto.
Per “Alimentari e bevande analcoliche” + 0,4 %. Sono in salita le spese riguardanti: frutta; pane e cereali, acque minerali e bevande; carni. In contrazione invece i vegetali.
Modesto incremento dello 0,1 % per “Bevande alcoliche e tabacchi” (categoria a rilevazione centralizzata nazionale): birre ed alcolici generici vedono lievitare leggermente i propri prezzi. Stabili i tabacchi.
La divisione che, al contrario, in ottobre 2023 segna il calo più significativo è, “Comunicazioni” (- 1,4 %, categoria a intera rilevazione centralizzata nazionale). Nel dettaglio, la flessione è imposta dai cali che riguardano gli apparecchi telefonici.
Segue con un -1,3 % “Servizi ricettivi e ristorazione”, in conseguenza di una battuta d’arresto per i servizi d’alloggio. Deboli rincari riguardano ristoranti e bar.
Per “Ricreazione, spettacolo e cultura” il calo è dello 0,6 %. In ottobre si osservano cali diffusi all’interno della divisione, tra i quali spiccano: servizi ricreativi e sportivi, apparecchi per il trattamento dell’informazione (pc, tablet,); pacchetti vacanza. In oscillazione positiva risultano i beni durevoli per ricreazione all’aperto.
“Mobili, articoli e servizi casa” registra un – 0,2 %: diminuiscono le spese relative ai grandi e piccoli elettrodomestici, oltre ai beni non durevoli per la casa (detersivi, detergenti).
Lievissima contrazione dello 0,1 % per “Altri beni e servizi”: le flessioni degli articoli non elettrici per la cura della persona, uniti a quelli della gioielleria e orologeria, sono sufficienti a marcare un modesto segno meno su una categoria prevalentemente statica.
Infine, risultano invariate due divisioni: “Servizi sanitari e spese per la salute” (per il quarto mese di fila) e “Trasporti”.
Sul sito del Servizio statistica del Comune (www.comune.modena.it/servizio-statistica/pagine-tematiche/prezzi) sono consultabili anche i dati sull’inflazione dei mesi precedenti.

