Un’Università di Bologna sempre più democratica e inclusiva nei suoi organi di governo, sempre più impegnata ad offrire alle studentesse e agli studenti una didattica efficiente e di qualità, sempre più attenta alla ricaduta pubblica e sociale delle sue attività. È il quadro delineato dal nuovo Statuto di Ateneo, approvato oggi dal Senato Accademico, dopo il parere positivo del Consiglio di Amministrazione.

Il testo che definisce e norma l’organizzazione dell’Alma Mater è stato oggetto di una profonda revisione, guidata da un Gruppo di lavoro nominato ad hoc: un impegno durato mesi che ha coinvolto l’intera comunità accademica attraverso spazi di discussione online e momenti pubblici di confronto.

“Questa riforma – dichiara il Rettore Giovanni Molari – fissa a livello statutario esigenze, idee e proposte che hanno attraversato almeno due campagne elettorali e che fino ad ora non avevano trovato posto nella nostra carta fondamentale. Sono convinto che tale revisione ci restituisca un Ateneo non solo più efficiente, ma anche più democratico e partecipato, e dunque più forte. La discussione è stata intensa, le opinioni sono state diverse – come è naturale e giusto di fronte a una materia così complessa – e sono particolarmente soddisfatto che si sia intrapresa una strada di cambiamento nella quale, personalmente, ho sempre creduto. Ringrazio il Gruppo di Lavoro che ha condotto la lunga e non facile istruttoria tecnica. Ringrazio tutte e tutti coloro che hanno contribuito con le loro idee durante il dibattito di questi mesi. Ringrazio i membri degli Organi Accademici che, a partire da posizioni differenziate, hanno contribuito a elaborare proposte di mediazione che ci consentono questo rilevante cambiamento”.

 

MAGGIORE DEMOCRAZIA E RAPPRESENTATIVITÀ

Dall’esito di questo lavoro ampio e condiviso nasce prima di tutto un Ateneo più democratico, con una maggiore rappresentatività delle diverse componenti accademiche nei suoi organi di governo. A partire dal Consiglio di Amministrazione, i cui cinque membri interni non saranno più nominati dal Senato Accademico ma eletti direttamente da tutto il personale.

Tra questi, quattro saranno professori o ricercatori, eletti dalla comunità di professori e ricercatori dell’Ateneo, e – altra importante novità – uno sarà un membro del personale tecnico-amministrativo, eletto da tutto il personale. Il ruolo del personale tecnico-amministrativo viene ulteriormente valorizzato, inoltre, in occasione dell’elezione del Rettore: il peso del voto del personale passa infatti dal 18 al 22% del rapporto tra elettorato attivo dei professori e ricercatori ed elettorato attivo del personale tecnico-amministrativo.

Tra le novità per il Senato Accademico aumenta invece la presenza dei Direttori di Dipartimento, che passano da dieci ad un minimo di quindici (almeno tre per ogni area scientifico-disciplinare) ed entra tra i membri un Presidente di Campus, eletto dai professori e ricercatori dei Campus. I rimanenti Direttori di Dipartimento e Presidenti di Campus che non sono tra i componenti del Senato partecipano comunque alle sedute senza diritto di volto.

Altra novità: tra i sei rappresentati degli studenti, almeno uno dovrà appartenere al terzo ciclo, in primis al dottorato di ricerca. Nascono inoltre apposite commissioni istruttorie miste, composte da membri di CdA e Senato, con l’obiettivo di snellire e semplificare il lavoro degli organi dell’Ateneo.

 

DIDATTICA SOSTENIBILE E DI QUALITÀ

Dal nuovo Statuto emerge poi una forte attenzione sul fronte della didattica, che diventa sempre più efficiente e di qualità. Protagonisti saranno i Dipartimenti, con un ruolo rafforzato nella gestione delle attività formative e con un maggiore coinvolgimento dei Direttori di Dipartimento nei processi decisionali.

Per migliorare l’organizzazione dei servizi didattici, scompaiono definitivamente le Scuole e nascono apposite commissioni interdipartimentali: un modo garantire la sostenibilità dei corsi di studio e per semplificare i processi che coinvolgono direttamente la vita di studentesse e studenti. Sempre per migliorare il coordinamento tra le diverse strutture, i Dipartimenti realizzeranno poi specifici Piani Strategici Dipartimentali in stretto dialogo con il Piano Strategico di Ateneo.

Viene inoltre riconosciuto il ruolo fondamentale del Presidio della Qualità di Ateneo, che promuove la cultura e il miglioramento continuo della qualità in tutti i processi che riguardano la vita dell’Alma Mater, ed è sancito a Statuto, accanto al Garante degli Studenti, il ruolo del Consigliere di Fiducia, a cui tutti i componenti della comunità accademica possono rivolgersi per prevenire, gestire e aiutare a risolvere casi di discriminazione e molestie.

 

IMPEGNO PUBBLICO E PATRIMONIO CULTURALE

Altro punto centrale è il focus sull’impegno pubblico e il ruolo sociale dell’Ateneo, che vengono più volte sottolineati e per i quali sono previste apposite iniziative di terza missione.

Il nuovo Statuto riconosce infatti il ruolo fondamentale del grande patrimonio culturale dell’Alma Mater: accanto al Sistema Bibliotecario e al Sistema Museale di Ateneo, vengono introdotti anche la Biblioteca Universitaria di Bologna, con il suo prezioso patrimonio bibliografico antico, e l’Archivio Storico, che tutela la documentazione di rilevanza storica dell’Ateneo.

Inoltre, viene inserito per la prima volta nello Statuto il principio dell’accesso aperto, per incentivare la libera disseminazione in rete dei risultati delle ricerche prodotte in Ateneo.