
È il programma di lavoro tracciato dal Consiglio regionale del Terzo settore, che si è insediato ieri in Regione a Bologna: si tratta dello strumento di confronto e partecipazione tra la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna e gli Enti del Terzo settore, che è stato istituito con la legge regionale 3/2023.
A disposizione, per quanto riguarda le risorse, ci sono 4 milioni di euro: al bando di 3 milioni per l’innovazione sociale a valere sul Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) dello scorso anno, si aggiunge 1 milione dall’Fse (Fondo sociale europeo plus) destinato ai progetti di amministrazione condivisa.
Alla prima riunione, presieduta dall’assessore al Welfare e alla Montagna Igor Taruffi, hanno partecipato i componenti nominati dal Forum Terzo settore, i tre rappresentanti rispettivamente dei Centri di Servizio per il Volontariato, Anci e Associazione Fondazioni Bancarie e i consiglieri regionali Federico Alessandro Amico, Ottavia Soncini, Francesca Maletti e Daniele Marchetti.
“Una giornata importante- sottolinea l’assessore al Welfare, Igor Taruffi – che non solo segna il punto di attuazione della legge, ma vuole valorizzare l’apporto del Terzo settore sul territorio regionale, quale punto di riferimento imprescindibile per dare risposte ai bisogni e ai desideri dei cittadini”.
Il Consiglio regionale del Terzo Settore
Il Consiglio regionale del Terzo settore è stato istituito con la legge regionale n. 3/2023 (“Norme per la promozione ed il sostegno del Terzo settore, dell’amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva”) e sostituisce la Conferenza regionale del Terzo settore.
Il Consiglio è strumento di confronto e partecipazione tra la Giunta e gli Enti del Terzo settore, presieduto e convocato dal presidente della Giunta regionale o da un suo delegato. Costituito il 5 febbraio 2024 con deliberazione della Giunta regionale n. 179, è composto: dal Presidente o suo delegato; da quattordici componenti designati, secondo procedure trasparenti e democratiche, dall’associazione degli Enti del Terzo settore più rappresentativa in Emilia-Romagna; da un rappresentante della Confederazione regionale dei Centri di servizio per il volontariato. Sono invitati a partecipare alle sedute del Consiglio gli assessori competenti in relazione ai temi e agli oggetti da trattare. Partecipano al Consiglio, in qualità di invitati permanenti, un rappresentante di Anci Emilia-Romagna; un rappresentante dell’Associazione tra fondazioni di origine bancaria dell’Emilia-Romagna; i membri dell’Ufficio di presidenza della Commissione assembleare competente.
Numerosi i compiti assegnati al Consiglio: esprime pareri facoltativi sulle proposte di atti normativi riguardanti il Terzo settore per le attività indicate dall’ articolo 5 del d.lgs. 117/2017; formula proposte alla Giunta regionale riguardanti il Terzo settore; collabora alla verifica dello stato di attuazione della normativa concernente i rapporti tra il Terzo settore e le Pubbliche amministrazioni su richiesta delle strutture regionali competenti; concorre alla definizione delle strategie condivise tra gli Enti del Terzo settore e la rete dei Centri di servizio per il volontariato; propone iniziative informative e divulgative sulla disciplina dettata dalla legge; promuove, in collaborazione con la Regione, occasioni periodiche di confronto e consultazione con gli Enti del Terzo settore; adotta iniziative di proposta, impulso, sensibilizzazione, monitoraggio e verifica in materia di Terzo settore.
Il Consiglio è affiancato da un Osservatorio regionale del Terzo settore e sull’amministrazione condivisa, quale strumento di studio e approfondimento per lo svolgimento dei lavori.

