Torna in Biblioteca Cionini la rassegna di incontri con autori e autrici Leggiamoci: libri, vita e storie. Domani, sabato 20 aprile a partire dalle 17, protagonista sarà Daniele Francesconi che presenterà il suo ultimo romanzo: L’intruso (Incontri, 2024). L’autore dialogherà con lo scrittore Roberto Valentini; l’evento è in collaborazione con l’Associazione culturale Biasin.

Daniele Francesconi è il direttore del Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Si è occupato di storia della filosofia: ha dedicato un libro all’illuminismo scozzese, pubblicato parecchi articoli e saggi in riviste specializzate, curato edizioni di classici del pensiero politico. Molte sue ricerche riguardano la storiografia, cioè il modo in cui la storia, oltre che scienza, è anche racconto, la sua vera passione.

L’intruso

Serafino Malinverni è un uomo pacifico, forse un po’ pigro e abitudinario, di quelli che, per strada e nella vita, camminano “distrattamente, a zig-zag, allungando sempre il tragitto, arrivando sempre tardi”. È un giornalista e anche stasera, tornando a casa dalla redazione, disegna “curiose traiettorie sinusoidi” verso l’appartamento, il domicilio che – dopo la separazione dalla moglie – è diventato casa sua. Prima una luce sotto la porta del bagno, poi un’ombra che si staglia sul pavimento, infine una sagoma e due occhi “stupiti e acquosi”. C’è un intruso. È in casa sua e l’esistenza di Serafino Malinverni non sarà più la stessa. Per lui inizia un incubo. La caccia all’intruso, che appare e scompare come un fantasma, si intreccia con i fatti che la cronaca cittadina riporta a galla, un caso freddo che Serafino, pur controvoglia, è incaricato di seguire per il suo giornale, immergendosi nelle indagini della genetica forense e nella spettacolarizzazione mediatica del crimine. Tutt’intorno, come un coro greco che Francesconi ritrae con penna arguta e spesso comica, vicini di casa, caporedattori, avvocati e rappresentanti delle Forze dell’ordine. Nessuno apertamente contro Serafino, tutti incapaci di aiutarlo. «Ma dunque io cosa posso fare?» chiede Serafino all’avvocato Benedicenti: «Può solo essere tollerante, caro dottore. Del resto la tolleranza è il nostro faro morale». Essere tollerante o passare all’azione. Delle due l’una, e Serafino Malinverni, alla fine, farà la sua scelta.