
Come emerge dallo studio, sono 53.435 complessivamente le imprese registrate: da gennaio a marzo 2024, ne sono state iscritte 996 mentre ne sono cessate 1.210, per un saldo negativo di 214, pari al -0,40%. Anche la demografia delle imprese artigiane mostra un calo. Il tasso di crescita per quest’ultimo è sostanzialmente in linea con quello del totale delle attività: rispetto all’ultimo anno si segnala un -0,41% (con un saldo negativo di 73 imprese tra nuove aperture e cessioni nel primo trimestre 2024).
«Sono dati che devono fare riflettere – conclude il presidente Luppi – perché un territorio, e soprattutto un comune come Reggio Emilia, così vocato all’internazionalizzazione e all’innovazione ha bisogno di nuove imprenditorialità. Dobbiamo riflettere anche sul dato dei prestiti: a livello regionale, come fotografano i dati della ricerca del nostro ufficio studi, i prestiti alle piccole imprese diminuiscono dell’8% rispetto al -4,9% dei prestiti al totale delle imprese. Peggio ancora per le quasi-società artigiane, per cui a gennaio 2024 si registra un -12,6% dei prestiti, più del doppio rispetto a quanto non si segnali per il totale delle imprese. Tutti noi dobbiamo avere più coraggio e sostenere concretamente i nuovi imprenditori, con misure che possano ridurre la pressione burocratica e facilitare un accesso al credito così da avere delle attività sempre più innovative e competitive, garantendo un beneficio a tutta la comunità».

