
“Per ribadire invece quanto lo smart working sia uno strumento utile alla produttività e all’organizzazione del lavoro, ma anche alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, hanno aderito in tantissimi allo sciopero di oggi – il 90% degli impiegati e il 75% degli operai – e al presidio erano presenti in quasi 200.
Ci tengo a sottolineare l’importanza dello sciopero e della lotta per lo smart working che si sta facendo in Panini. Crediamo che questa sia una battaglia di dignità, una battaglia che fa capire quanto oggigiorno parlare di luoghi di lavoro vuol dire parlare di luoghi in cui i bisogni cambiano e si stanno modificando in maniera molto intensa e molto veloce.
A prescindere dalle mansioni, sono previsti carichi specifici di conoscenza e di competenza, ma anche di stress e richieste per mantenere l’equilibrio tra vita e lavoro, mentre c’è sempre stato e c’è ancora uno spostamento troppo verso il lavoro.
La Cgil vuole difendere e sostenere una contrattazione nuova che metta al centro il salario come elemento principale di dignità e di rispetto del lavoro, ma che individua anche altre questioni altrettanto importanti che incidono nel cambiare le condizioni di vita delle persone, nel migliorare l’approccio e l’aspetto psicologico dei lavoratori e delle lavoratrici di fronte al lavoro.
Lo smart working – conclude il segretario Cgil Modena – non può essere considerato un privilegio dei lavoratori, è uno strumento in linea con le politiche europee per il lavoro sostenute anche dai sindacati europei e internazionali”.

