
Cos’è una pietra d’inciampo?
Si tratta di una piccola targa in ottone collocata, a scopo commemorativo in memoria delle vittime della deportazione, sul marciapiede davanti all’ultima abitazione scelta liberamente. Un piccolo cubo d’ottone incastrato nell’asfalto, pensato per fare inciampare simbolicamente il passante, per fargli porgere lo sguardo al suolo, dove si trovano i dettagli anagrafici del ricordato. Ideate dall’artista berlinese Gunter Demnig, sono ormai diffuse in buona parte d’Europa.
Quella inaugurata stamattina in via Trieste è la nona pietra d’inciampo presente nel comune di Guastalla. Le altre si trovano, sempre in centro storico, davanti a Palazzo Ducale quella dedicata a Fermino Toniato, in via Martiri di Belfiore quella in ricordo di Gildo Cani. Poi ci sono le Pietre posate nelle frazioni di Guastalla: in memoria di Ivo Carra (via Cavallo), Gino Benatti (via Portamurata), Alfredo e Alfonso Nosari (a Tagliata), Guido Riva (a San Martino), Aldo Giuseppe Munari (via Confine).
Con l’installazione di ormai oltre 100.000 Pietre in centinaia di comuni, le Pietre d’Inciampo sono il più vasto monumento antifascista in tutta l’Europa. A fine gennaio 2025, solo in Provincia di Reggio Emilia si conteranno 136 Pietre d’Inciampo in 24 Comuni.

