
«Si tratta di una problematica che si trascina ormai da troppo tempo – aggiunge e conclude Michelini –. Come associazione, per affrontare questa situazione critica, abbiamo avanzato diverse proposte concrete, come l’implementazione del registro nazionale produttori e importatori pneumatici: suggeriamo di utilizzarlo per centralizzare le richieste di ritiro PFU da parte delle officine e smistarle automaticamente ai consorzi obbligatori. Questo sistema garantirebbe maggiore trasparenza, regolamentazione e ottimizzazione del meccanismo a vantaggio di tutti gli attori della filiera. Aggiungiamo anche la definizione di un nuovo extra target di raccolta per ridurre le difficoltà operative legate all’accumulo di pneumatici nelle officine, così come un supporto alle imprese che operano regolarmente per contrastare abusivismo, concorrenza sleale e rischi per la sicurezza stradale. A questo devono aggiungersi un’intensificazione dei controlli sui flussi degli pneumatici a monte della filiera, con particolare attenzione alle vendite online, per intercettare i flussi illeciti, contrastare l’evasione fiscale e recuperare risorse per l’economia e l’ambiente e una revisione del sistema di assegnazione dei quantitativi di PFU, adattandoli alle effettive esigenze e specificità territoriali, superando gli accorpamenti in macro-aree poco funzionali. Gli strumenti per mettere in campo azioni concrete esistono: gli addetti ai lavori hanno bisogno di norme certe e di un sistema efficiente per operare al meglio così da garantire al cliente un servizio sempre di qualità».

