
L’uomo, amministratore di una società cartiera, è stato riconosciuto colpevole del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, commesso al fine di agevolare l’’attività dell’associazione di stampo mafioso denominata ‘Ndrangheta e, in particolare, del sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, avendo emesso, nell’arco di due anni, fatture per un imponibile pari a 166.000 euro a favore di società riconducibili ad elementi di spicco del sodalizio criminale anch’essi imputati nel medesimo procedimento penale.
Nel corso delle indagini è emerso, infatti, che il profitto del reato veniva prevalentemente spartito tra gli associati, anche detenuti, e comunque moltiplicando la percezione e la consapevolezza da parte degli associati di potersi avvalere della collaborazione dell’imprenditoria locale, aumentando l’infiltrazione della consorteria di ‘Ndrangheta nell’economia locale e nazionale, con particolare riguardo ai settori economici e imprenditoriali tradizionalmente controllati dall’organizzazione mafiosa.
In virtù di quanto sopra accertato, per l’uomo si sono spalancate le porte della Casa Circondariale di Reggio Emilia dove, al termine dell’iter giudiziario, è stato disposto che dovrà scontare cinque anni di reclusione.

