
L’iniziativa, rivolta a 200 lavoratrici e lavoratori dell’azienda leader nella commercializzazione di piastrelle e arredo bagno, rappresenta un progetto formativo senza precedenti nel territorio emiliano e nel settore privato: 12 ore di formazione per ogni dipendente, suddivise in 9 moduli formativi, pari a circa 1.200 ore totali, per affrontare temi cruciali come diversità, diritti, disabilità, violenza di genere e inclusione Lgbtq+.
Nel frattempo, proprio in questi giorni, è stato votato a larghissima maggioranza dei dipendenti anche il Premio di Risultato sottoscritto dai sindacati che verrà erogato a giugno 2026 e vede l’incremento del 55% del montante premio, passando da 2.000 euro (di due anni fa) a 3.600 euro. Una concreta risposta economica ai lavoratori in un periodo di alta inflazione.
Tornando al progetto formativo, frutto dell’integrativo aziendale sottoscritto nel 2024, si introducono nuove tutele e azioni concrete per la promozione di diritti, benessere e cultura aziendale inclusiva.
Durante le ore di formazione aziendale, si svilupperanno temi quali:
- Valorizzazione delle diversità e delle persone con disabilità attraverso la sensibilizzazione sulle barriere e le discriminazioni affrontate dalle persone disabili
- Contrasto alla violenza di genere e sui suoi effetti sulla vita delle persone, e promozione di comportamenti di rispetto, decostruzione degli stereotipi di genere e sessuali
- Diritti Lgbtq+ e pari opportunità
- Costruzione di ambienti di lavoro rispettosi, sicuri e accoglienti, pratiche inclusive e di accessibilità.
I costi del progetto sono interamente sostenuti dall’azienda ed è prevista anche una donazione ad associazioni contro la violenza del territorio.
Il progetto è realizzato da “Non è colpa mia”, associazione sassolese impegnata dal 2020 nella diffusione di cultura sui temi della violenza di genere, delle pari opportunità e dell’inclusione.
La progettazione e la formazione sono state curate da Roberta Barra, Angela Ninzoli, Simona Fiandri e Martina Mammi, che hanno organizzato il percorso in modo che sia coinvolgente e dedicato alle persone che saranno in aula: un lavoro attento alla costruzione di consapevolezza e al riconoscimento degli stereotipi, spesso alla base delle discriminazioni e della violenza.
Sono proposti materiali formativi innovativi e momenti di interazione diretta per coinvolgere in prima persona tutti i partecipanti, offrendo loro strumenti concreti per trasformare la cultura aziendale e la qualità delle relazioni.

“Abbiamo fortemente voluto questo progetto perché crediamo che la contrattazione sindacale non debba fermarsi al salario, ma portare anche strumenti di crescita culturale e sociale. E’ importante la valorizzazione delle persone e la possibilità di dare sempre più strumenti di consapevolezza” afferma Cinzia Pinton della Filcams Cgil Modena.
“Questa esperienza dimostra che il dialogo tra azienda e rappresentanze dei lavoratori può tradursi in percorsi di valore, che mettono al centro le persone” afferma Domenico Silvano di Fisascat Cisl Emilia Centrale.
“L’inclusione è responsabilità collettiva. Il nostro augurio è che questo progetto diventi un modello da replicare in altre realtà” spiega Lorenzo Tollari di Uiltucs Uil Modena e Reggio Emilia.
Il valore dell’intesa
L’azienda ha accolto con convinzione la proposta sindacale, trasformandola in un’iniziativa che punta a migliorare il clima aziendale e a rendere i diritti parte integrante della cultura d’impresa. Questo progetto dimostra che la contrattazione collettiva può diventare strumento di innovazione sociale oltre che di tutela economica.
Un invito alle aziende
I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil lanciano un invito alle aziende del territorio:
“Costruire ambienti di lavoro inclusivi è possibile. Questo è un primo passo ma è necessario oltre che auspicabile che vi siano altre imprese che vogliano investire in cultura, formazione e rispetto.”

