
Secondo Caselli, ciò rappresenta “una grossa bugia“. Ha ricordato che la struttura, all’epoca, venne chiusa tramite un’ordinanza firmata personalmente da lui per irregolarità edilizie. Sarebbe stata poi riaperta solo nel 2014 dal sindaco Pistoni, che volle mantenere una promessa elettorale.
Caselli invita Mesini a parlare con maggior trasparenza, assumendosi le responsabilità politiche invece di ricorrere a giustificazioni che egli considera infantili. Conclude dubitando che questa volta un semplice video accompagnato da una melodia possa bastare a convincere i cittadini sassolesi.

