
L’obiettivo è conciliare lo sviluppo del territorio con la tutela e la valorizzazione delle testimonianze archeologiche presenti nel sottosuolo che potrebbero subire danneggiamenti, o andare incontro a distruzione, in occasione di lavori di scavo. In quest’ottica, il documento offre un preciso quadro normativo di riferimento fungendo da guida per tutti gli interventi che interessano il sottosuolo e definendo regole precise a seconda della profondità a cui si interviene.
Dopo i saluti istituzionali di Marco Mietto, Assessore a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, e l’apertura dei lavori da parte di Carlo Pasini, Assessore a Servizio Pianificazione Urbanistica e Edilizia Privata, il convegno entrerà nel vivo con gli interventi di Annalisa Capurso, della Soprintendenza ABAP per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, che illustrerà metodologie e obiettivi della Carta delle potenzialità archeologiche. A seguire, Marina Parmiggiani, architetto del Servizio Pianificazione Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Reggio Emilia, inquadrerà la Carta dal punto di vista procedurale e normativo. L’archeologo Nicola Cassone contestualizzerà la Carta nelle specificità del territorio reggiano. Chiuderanno i lavori gli interventi di Andrea Anceschi e Mariapia Terenziani, responsabili dei processi informatici WEBgis del Servizio Pianificazione Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Reggio, che inquadreranno la Carta rispetto al sistema informatico disponile e alle piattaforme online.
LA CARTA DELLE POTENZIALITÀ ARCHEOLOGICHE – La Carta si basa su una mappatura del territorio comunale che, integrando dati storici, archeologici, geomorfologici e risultati di indagini non invasive come geofisica e aerofotogrammetria, attribuisce a ogni area un grado di rischio archeologico classificato in categorie (alto, medio, basso) e identificando, quindi, le zone in cui sussiste un’alta probabilità di intercettare contesti archeologici. Il documento, realizzato attraverso la collaborazione tra il Comune di Reggio Emilia, la Soprintendenza ABAP di Bologna e un comitato scientifico che annovera, oltre ai Musei Civici, studiosi esperti in vari ambiti, offre un importante quadro di riferimento normativo e serve da guida per i tecnici nell’ambito di interventi edilizi e infrastrutturali. Nel corso degli anni, infatti, le ricerche hanno permesso di riportare alla luce importanti testimonianze del passato e antiche vestigia della città e del suo territorio, oggi conservate nei Musei Civici o nei depositi, in attesa di nuove opportunità di studio e valorizzazione.
Un progetto che testimonia la preziosa sinergia tra Comune di Reggio Emilia e Soprintendenza, nonché l’impegno nel preservare l’equilibrio virtuoso tra tutela archeologica e sviluppo urbanistico con l’obiettivo di valorizzare i luoghi e le comunità che li abitano.
Fino al 19 gennaio è possibile depositare pareri e osservazioni rispetto a quanto stabilito dalla Carta collegandosi al link https://rigenerazione-strumenti.comune.re.it/strumenti-di-attuazione-3/cpa/. Una volta completata l’istruttoria e valutate le osservazioni pervenute, la Carta sarà nuovamente discussa in Consiglio Comunale per la sua definitiva approvazione prevista a primavera 2026.

