E’ stato il figlio Franco, di 83 anni, insieme alla sindaca Roberta Ibattici e ad alcune studentesse, a posare la pietra d’inciampo per il padre, Francesco Grasselli, nel piccolo spazio ricavato all’occorrenza all’incrocio tra via Oliveto e via Filippo Re, ad Albinea. Un grande applauso e tanta commozione hanno fatto da cornice alla cerimonia, andata in scena questa mattina, nei pressi dell’abitazione in cui Francesco viveva prima di partire per il fronte. Una partenza senza ritorno visto l’arresto da parte dei soldati tedeschi avvenuto il 15 settembre del 1943 a Fiume, la deportazione in un campo di prigionia a Berlino e la morte, per polmonite, l’1 gennaio del 1944 in un ospedale da campo.
Oggi, in occasione della Giornata della memoria, Albinea ha voluto ricordare questo suo concittadino che, nonostante gli fosse stata promessa la libertà a patto di rientrare in Italia e combattere con la Repubblica Sociale Italiana e i nazifascisti, si rifiutò di stare dalla parte sbagliata della storia e pagò con la vita questa scelta di campo.
Grazie a Istoreco la storia di Francesco è stata portata all’interno di due classi della scuola secondaria di primo grado: la terza D di Albinea e la terza B di Borzano. Questa mattina gli studenti hanno letto i loro elaborati realizzati sotto forma di ricerca storica, articoli di giornale e a anche di lettera, scritta da loro mettendosi nei panni di Francesco e rivolta alla sua famiglia.
L’iniziativa, oltre a Istoreco, ha avuto come promotori il Comune, Anpi Albinea e la Provincia di Reggio.
Questa mattina, alla presenza degli studenti e di diversi cittadini, hanno preso la parola sia il direttore di Istoreco Matthias Durchfeld, che la sindaca di Albinea Roberta Ibattici. Oltre ai ragazzi e alle ragazze delle medie, ha parlato anche Franco Grasselli: “Avevo poco più di un anno quando mio papà è stato arrestato e deportato – ha spiegato – Ha fatto in tempo a vedermi appena nato e poi è morto lontano da Albinea. Sono fiero e felice di essere qui oggi a ricordarlo perché il gesto che ha fatto non è da tutti. Ha rifiutato di combattere per i nazifascisti ed è morto per questo. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata – ha concluso Franco con le lacrime agli occhi”. Poi rivolto ai giovani ha detto: “Ricordatevi di studiare la storia perché è fondamentale per capire l’importanza dei fatti e cercare di orientarsi nel presente”.
La pietra è stata posata all’incrocio tra via Oliveto e via Filippo Re. Quest’ultima è una strada vicinale sterrata e, percorrendola per circa 300 metri, si arriva alla casa in cui aveva vissuto Francesco. Oltre alla pietra è stato installato un leggio che contiene la storia di Francesco e di parte della sua famiglia. Al temine della cerimonia gli studenti hanno deposto rose accanto alla pietra, mentre la sindaca ha sistemato nello stesso luogo alcune primule. Appoggiato al leggio è stato collocato un quadretto con la foto di Grasselli e la sua data di nascita: 1 settembre 1010 e di morte: 1 gennaio 1944.
La salma di Francesco riposa oggi nel cimitero italiano d’onore nella foresta di Zehlendorf, a Berlino insieme a più di 1.000 soldati italiani.
Il 22 aprile del 2023 una delegazione di Albinea aveva deposto una corona di fiori sulla sua lapide per onorarlo.

