
In un Paese segnato da una violenza maschile strutturale ogni norma deve affermare con chiarezza un principio fondamentale: la responsabilità della violenza è sempre di chi la commette. Qualsiasi formulazione che introduca ambiguità sull’assenso rischia invece di spostare l’attenzione sul comportamento della vittima, rafforzando una cultura della colpevolizzazione delle donne e scoraggiando le denunce. Non è accettabile che alle donne venga ancora chiesto di dimostrare di aver detto NO nel modo giusto.
La violenza non nasce da un equivoco ma da un abuso di potere, da una volontà di dominio. Chiediamo al Governo di ritirare o modificare radicalmente il provvedimento aprendo un confronto reale con i centri antiviolenza e le organizzazioni delle donne. Servono prevenzione, educazione alla relazione, servizi e tutele effettive dei diritti, non passi indietro culturali e giuridici. La libertà e la dignità delle donne non sono negoziabili”.
(Il Coordinamento donne SPI CGIL Reggio Emilia)

