
La terza ed ultima interrogazione discussa nel consiglio comunale di ieri sera era a firma dei consiglieri di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto “Volontà dell’Amministrazione relativamente alla destinazione d’uso dell’immobile I Quadrati quale luogo di culto Centro Islamico dopo i fatti emersi dall’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo”.
“Premesso che – si legge nell’interrogazione illustrata dal Capogruppo Luca Caselli – nel corrente mese di gennaio 2026 è balzata all’onore delle cronache nazionali una inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo che ha portato all’arresto di alcuni soggetti ai quali è stata contestata una illecita attività di finanziamento all’organizzazione terroristica Hamas. Uno dei soggetti inizialmente tratti in arresto era residente a Sassuolo, dove deteneva nel proprio garage ingenti somme di denaro in contanti, oltre ad essere proprietario di decine di immobili ubicati in provincia di Modena. La comunità islamica di Sassuolo ha recentemente adibito a “centro culturale” il compendio immobiliare a suo tempo acquistato e ubicato presso il Direzionale “I Quadrati” e all’inaugurazione di tale nuova realtà sono intervenuti alcuni esponenti della maggioranza consiliare e della Giunta, seppure, per loro ammissione, “a titolo personale”.
L’assessore Zilioli e la Giunta hanno pubblicamente annunciato che detto centro culturale potrà ottenere la destinazione d’uso a luogo di culto e che della questione sarà investito il Consiglio Comunale in occasione dell’approvazione del PUG. Contro tale decisione sono state raccolte più di 8mila firme di cittadini sassolesi, peraltro prima dei fatti di cronaca sopra richiamati. Il Sindaco ha partecipato a diverse manifestazioni religiose della comunità islamica in questione, portando il saluto delle istituzioni comunali. Tutto ciò premesso chiedono: se il Sindaco e la Giunta siano ancora favorevoli alla concessione della destinazione d’uso a luogo di culto al centro islamico ubicato presso ·’I Quadrati”. Se il Sindaco e la Giunta abbiano in qualsiasi modo avuto contatti, anche informali, con qualcuno dei soggetti coinvolti nell’inchiesta sopra menzionata e in caso affermativo, a quale titolo. Come giudichi il Sindaco la presenza di soggetti coinvolti nella citata indagine sul nostro territorio. Se l’Amministrazione abbia preso in esame richieste di cambi di destinazione d’uso di immobili di proprietà di oggetti coinvolti nell’indagine di cui sopra ovvero altre richieste amministrative di qualunque natura”.
Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini.
“In riferimento all’interrogazione in oggetto, ritengo anzitutto opportuno precisare che alle questioni sollevate ho già avuto modo di rispondere pubblicamente in più occasioni, da ultimo con dichiarazioni rese alla stampa il 28 dicembre scorso, pochi giorni dopo il clamore suscitato anche a Sassuolo dall’inchiesta denominata “Domino”. Ringrazio tuttavia per le domande, poiché mi offrono l’occasione per ribadire in modo formale e trasparente alcuni principi che guidano l’azione dell’Amministrazione: il rispetto delle regole, la centralità delle istituzioni democratiche e la responsabilità verso l’intera comunità cittadina.
Per quanto riguarda l’immobile noto come “I Quadrati”, ribadisco che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta di cambio di destinazione d’uso a luogo di culto. In assenza di una domanda formale, non esiste alcun procedimento amministrativo in corso, né alcuna decisione assunta o assumibile da parte dell’Amministrazione.
Ribadisco altresì che, qualora una richiesta dovesse essere presentata, non sarebbe comunque la Giunta comunale a decidere. Ogni eventuale istanza verrebbe esaminata nelle sedi istituzionalmente competenti e sottoposta all’attenzione del Consiglio Comunale, quale massimo organo politico-amministrativo dell’Ente. Sarebbe quindi il Consiglio, nella sua collegialità, ad assumere ogni decisione, nel rispetto delle normative urbanistiche, della pianificazione vigente e delle prerogative democratiche dell’assemblea.
Con riferimento ai rapporti con soggetti coinvolti nell’inchiesta “Domino”, si precisa che né il Sindaco né la Giunta hanno intrattenuto contatti, relazioni o collaborazioni, tanto formali quanto informali, con persone o associazioni coinvolte, anche indirettamente, nella citata indagine.
Nel formulare una valutazione sulla presenza di soggetti coinvolti in indagini di questa natura sul nostro territorio, ritengo necessario affermare un principio chiaro: la sicurezza è un bene primario della comunità, e il lavoro delle forze dell’ordine dimostra come la preoccupazione debba tradursi in attenzione, responsabilità e collaborazione istituzionale, non in allarmismi, generalizzazioni o processi sommari.
Il coinvolgimento, anche marginale, di Sassuolo in un’operazione antiterrorismo è un segnale che impone di non abbassare mai la guardia, ma anche di mantenere equilibrio e senso delle istituzioni. La sicurezza delle città e il rispetto delle regole non sono temi astratti: riguardano la vita quotidiana delle persone e richiedono risposte ferme, ma sempre ancorate allo Stato di diritto.
A completamento delle informazioni disponibili, si dà atto che, successivamente all’avvio dell’inchiesta “Domino”, il Tribunale del Riesame di Genova, in data 19 gennaio 2026, ha disposto la scarcerazione della persona arrestata a Sassuolo, nell’ambito delle valutazioni di competenza dell’autorità giudiziaria. L’indagine risulta tuttora in corso e permangono le contestazioni a carico degli altri indagati. Ciò conferma la necessità di affidarsi al lavoro della magistratura, nel rispetto dei diversi gradi di giudizio.
Su un punto, tuttavia, dobbiamo essere assolutamente chiari e irreprensibili: nessuna tolleranza verso l’illegalità e, ancor meno, verso il terrorismo. Qualora venisse accertato che iniziative presentate come forme di solidarietà siano state utilizzate per finanziare organizzazioni terroristiche, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo, che condanno senza esitazioni. La solidarietà non può mai trasformarsi in sostegno alla violenza.
Allo stesso tempo, è doveroso ribadire con forza che le responsabilità penali sono sempre individuali e non possono, né devono, essere estese a intere comunità religiose o culturali. Le istituzioni costruiscono fiducia quando sono ferme nella tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, ma anche quando sanno distinguere chiaramente tra i comportamenti dei singoli e le comunità nel loro complesso. Sassuolo è una città abituata al dialogo, all’integrazione e alla partecipazione, e questi valori restano tali solo se si muovono all’interno di un quadro chiaro di diritti e doveri condivisi.
Infine, si precisa che l’Amministrazione comunale non ha preso in esame richieste di cambio di destinazione d’uso o altre istanze amministrative di qualunque natura riferibili a immobili di proprietà di soggetti coinvolti nell’indagine “Domino”. Proprio per l’importanza e la delicatezza del tema, ho richiesto un incontro urgente con il Prefetto a seguito dei fatti emersi e sono mantenuti contatti periodici, al fine di avere garanzie chiare e puntuali che sul territorio comunale non vi siano associazioni, attività o iniziative riconducibili ad organizzazioni terroristiche.
La libertà religiosa è un valore costituzionale irrinunciabile, ma non può mai essere disgiunta dal rispetto delle leggi, dalla difesa dell’ordine pubblico e dalla tutela della sicurezza collettiva. È su questo equilibrio, fermo e non negoziabile, che si fonda la convivenza civile e l’azione di questa Amministrazione”.

