equipe intervento placenta accreta

All’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia è stato eseguito con successo il primo intervento su placenta cosiddetta accreta, una condizione clinica rara e potenzialmente gravissima che la vede fortemente aderente all’utero materno.

A svolgerlo nei giorni scorsi è stata l’équipe multidisciplinare di Ostetricia e Ginecologia, in collaborazione con i servizi di Radiologia Interventistica e di Anestesia e Rianimazione.

La paziente e il neonato sono in buone condizioni cliniche e il decorso post-operatorio della madre è proceduto regolarmente. Il rischio maggiore in questi casi è di natura emorragica ed è tenuto sotto controllo nel corso della procedura grazie all’inserimento di un palloncino che chiude temporaneamente i vasi sanguigni collegati all’utero (c.d. embolizzazione profilattica).

L’intervento conferma l’efficacia dell’approccio integrato tra ginecologi, radiologi interventisti, anestesisti, personale infermieristico e ostetrico: una squadra che valorizza competenze diverse e offre alle pazienti e ai neonati percorsi di cura sempre più sicuri e personalizzati.

“Da tempo abbiamo intrapreso un percorso di innovazione nella gestione delle gravidanze ad alto rischio ed elevata complessità, oltre che nella ginecologia conservativa. Questi risultati sono possibili grazie a tecniche avanzate e strategie integrate, sostenute dall’innovazione clinica, tecnologica e multidisciplinare” spiega il Direttore della Struttura di Ginecologia e Ostetricia Lorenzo Aguzzoli “In questo contesto si colloca l’attività del gruppo RE-UNIT – Reggio Emilia Uterine Non Invasive Treatments, progetto multidisciplinare per lo sviluppo e l’applicazione di trattamenti uterini mini-invasivi e non invasivi”.

La Struttura di Ginecologia e Ostetricia del Santa Maria Nuova si colloca al primo posto in Italia per numero di parti podalici naturali, senza ricorso al taglio cesareo (n.90 in 5 anni) ed è centro di riferimento regionale per il trattamento dei tumori ginecologici, in particolare per la rimozione di quelli ovarici è al settimo posto a livello italiano (Programma Nazionale esiti 2025).

“Un risultato che è frutto di preparazione accurata ed elevata integrazione tra competenze” ha commentato con soddisfazione il Direttore generale Davide Fornaciari “La professionalità e la dedizione di medici, infermieri, ostetriche, tecnici e coordinatori hanno aperto la strada a una procedura complessa, un passo avanti nella tutela della salute materna. Un traguardo significativo per l’equipe ostetrico-ginecologica dell’Arcispedale Santa Maria Nuova” conclude Fornaciari “che ne conferma il ruolo di riferimento nelle gravidanze ad alto rischio, sostenuto dall’impegno costante nell’innovazione clinica, tecnologica e multidisciplinare”.

Placenta accreta: la tecnica di intervento

La placenta ha la funzione di permettere lo scambio di ossigeno e nutrienti tra madre e feto e di eliminare i prodotti di scarto. In condizioni normali, questa aderisce alla parete dell’utero, mentre in presenza di Placenta Accreta Spectrum (PAS) questa non solo aderisce all’utero ma lo aggredisce, infiltrandolo in maniera patologica secondo vari gradi.

Si tratta di una condizione rara e potenzialmente gravissima che riguarda circa 1 gravidanza ogni 1000, perlopiù in donne che hanno già subito un taglio cesareo, e impedisce la regolare separazione della placenta al termine del parto, con rischio di forti emorragie.

La tecnica più innovativa di intervento è la c.d. embolizzazione profilattica con palloncino. Si tratta di una procedura altamente specialistica in grado di ridurre il rischio di emotrasfusioni e migliorare gli esiti clinici grazie alla temporanea chiusura dei vasi sanguigni afferenti all’utero, così da ridurre in modo significativo il rischio emorragico.

 

Il punto nascita dell’Arcispedale Santa Maria Nuova

È tra i punti nascita all’avanguardia a livello nazionale per l’assistenza ai casi complessi, in particolare i parti podalici naturali, motivo di richiamo di donne residenti in altre provincie e regioni. In calo negli ultimi anni la percentuale di tagli cesarei, merito anche dell’assistenza al parto vaginale nelle donne pre-cesarizzate (circa 100 all’anno, tra i migliori risultati a livello regionale), dell’assistenza ai parti gemellari e dell’utilizzo sempre più efficace della partoanalgesia (parto senza dolore).

Alle donne che affrontano una gravidanza fisiologica è dedicato il percorso “Basso Rischio Ostetrico”, gestito da personale altamente formato.

Nell’anno 2025 si sono svolti al Santa Maria Nuova 2.380 parti, dei quali 31 erano podalici (singoli e gemellari), il 34% di vaginali nel gruppo delle pre-cesarizzate, il 22,1% con taglio cesareo (dato in linea con la media regionale).