
L’indagato era già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa a seguito di condotte persecutorie a partire dall’ottobre 2025, allorquando la vittima era stata aggredita dall’indagato e trasportata al Pronto Soccorso per le lesioni subite.
Per tali motivazioni, l’indagato era stato già tratto in arresto dai Carabinieri e sottoposto dal Gip alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
La situazione di pericolo culminava nel recente e inquietante episodio occorso nel mese di gennaio 2026, quando l’uomo inviava alla vittima numerosi messaggi dai contenuti minacciosi per poi raggiungere il domicilio della donna nonostante il divieto di avvicinamento.
Si rammenta che la persona sottoposta ad indagini deve considerarsi presunta innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.

