Economia, a Modena a gennaio lieve aumento del “carrello della spesa”Il 2026, per il territorio modenese, si apre con un quadro dell’andamento dei prezzi a gennaio sostanzialmente invariato, con l’Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), calcolato sul territorio comunale di Modena, che si è attestato sugli stessi livelli di dicembre 2025 (0,0%), come emerge dai rilievi dello stesso indicatore, sulla base dei prezzi registrati in città dal servizio Statistica comunale secondo le disposizioni Istat.

Indice dei prezzi dei prezzi al consumo che, a partire da questo mese, l’Istat ha iniziato a diffondere secondo la versione aggiornata della classificazione internazionale Ecoicop (European Classification of Individual Consumption by Purpose) che vede l’inserimento della nuova divisione “Servizi finanziari ed assicurativi” e la sostituzione di quella denominata “Altri beni e servizi” con una dedicata alla “Protezione sociale”. Contestualmente, come previsto dalla normativa, cambia l’anno preso come termine di paragone che da gennaio diviene il 2025 (posto pari a 100) in sostituzione della precedente base anno 2015=100

Tornando ai dati per tipologia di prodotto registrato relativi al mese di gennaio 2026, questi mostrano un valore congiunturale positivo sul totale dei beni (+0,5%) e una leggera discesa per i servizi (-0,7%). In lieve aumento anche il “carrello della spesa” (+0,6 %). Nello specifico risultano in aumento congiunturale le divisioni: Prodotti alimentari, bevande analcoliche (+0,7%); Bevande alcoliche, tabacchi e droghe (+1,1%); Abitazione acqua, elettricità e combustibili (+1,6%); Arredamenti e apparecchi per uso domestico (+ 2,7%); Informazione e comunicazione (+0,9%); Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6%); Servizi finanziari e assicurativi (+ 0,3 %) Assistenza alla persona, protezione sociale e beni (+0,7%). Calano, invece: Trasporti (-3,7%); Abbigliamento e calzature (-0,3%); Servizi ristoranti e alloggio (-0,5%).

Entrando più nel dettaglio, l’aumento dei prezzi per piccoli elettrodomestici, mobili e servizi domestici per l’abitazione, fa crescere del +2,7% la divisione “Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione”. Sono invece gli aumenti congiunturali di energia elettrica, gas, affitti e, più in generale, delle spese per l’abitazione che fanno aumentare del +1,6% alla divisione “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili”. In crescita anche “Bevande alcoliche, tabacco e droghe” (+1,1%) – trainata, in particolare, da vini e alcolici – e “Informazione e comunicazione” (+0,9%). L’aumento dei prezzi di oli e grassi, caffè e bibite analcoliche, ortaggi, pesci e frutta, fa registrare un +0,7% per quanto riguarda “Prodotti alimentari e bevande analcoliche”. Stessa variazione congiunturale anche per la nuova divisione inserita da Istat e dedicata a “Assistenza alla persona, protezione sociale e servizi vari”. In crescita anche “Ricreazione, cultura e sport” (+0,6%) e “Servizi finanziari e assicurativi” (+0,3%).

In forte ribasso del trasporto aereo passeggeri, fa calare del -3,7% la divisione “Trasporti”. Mentre la diminuzione dei servizi di alloggio fa segnare un -0,5% a “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio”.  Lieve flessione anche per “Abbigliamento e calzature (-0,3%) e “Servizi di istruzione” (-0,1%).

Stabile, infine, la divisione “Sanità”, a seguito della sua riclassificazione che adesso la vede comprendere anche le quotazioni di “Servizi di cura e riabilitazione ospedaliera” e “Servizi di trasporto emergenza di pazienti e soccorso di emergenza”.