
I Carabinieri, infatti, erano andati a casa sua per verificare il rispetto degli obblighi imposti dal Tribunale di Sorveglianza e quando hanno “fiutato” uno strano odore, simile a quello rilasciato dalle sostanze stupefacenti, hanno eseguito una perquisizione domiciliare. Questa è terminata col ritrovamento di una trentina di grammi di marijuana, una cinquantina di vasi contenenti piantine della stessa sostanza e diversi attrezzi per la coltivazione e il confezionamento, tra cui bilancine di precisione.
Il materiale è stato sequestrato e i Carabinieri hanno informato subito il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna. A quel punto, il fratello più grande ha perso il beneficio della misura alternativa ed è finito in carcere, mentre quello più piccolo è rimasto a piede libero.

