
L’associazione lancia un allarme sulla tenuta delle piccole e medie imprese del comparto, ribadendo la necessità di un intervento istituzionale urgente per agevolare la categoria attraverso una riduzione strutturale dei costi. «Il carburante rappresenta oggi tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta commerciale – continua Passaniti –. Anche minime variazioni in aumento generano impatti devastanti sul conto economico delle imprese. In queste fasi purtroppo assistiamo anche a una speculazione che danneggia ancora maggiormente il settore, con un serio rischio di insostenibilità nel continuare a fare rifornimento e con la conseguenza di essere costretti a fermare i propri automezzi. Il settore sta subendo una forte compressione dei margini operativi. Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della telematica. Il nostro impegno organizzativo, però, non basta di fronte a variabili macroeconomiche incontrollabili. Attendiamo misure che possano sostenere e tutelare il nostro comparto».

