
“Esprimere solidarietà ai sanitari aggrediti non basta. Serve uno scudo per la loro difesa, fatto di diverse azioni che vanno definite e costruite reparto per reparto, con un grande cantiere per la sicurezza, bene organizzato. Purtroppo, su questo tema è dal 3 aprile 2025 che Ausl non batte un colpo con chi rappresenta i lavoratori”.
Così Gennaro Ferrara, leader di Cisl Fp Emilia Centrale e Annalisa Pilia (segretaria generale Cisl Medici Emilia Centrale), commentano il nuovo episodio di violenza che domenica scorsa ha interessato tre infermieri, due operatrici sanitarie e un paziente, vittime di un’aggressione con spray al peperoncino.
Le categorie hanno inviato una nuova richiesta di incontro all’azienda, elencando i punti caldissimi sul fronte sicurezza: interventi condivisi sulla prevenzione, misure da attivare dopo una violenza e l’aumento del numero dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), figure chiave che a Reggio ammontano a sei unità (per 7.000 dipendenti), quando nella vicina Modena sono almeno il doppio.
LA PREVENZIONE
In materia di prevenzione, Cisl vuole un confronto sul piano di videosorveglianza e sulla dotazione al personale di strumenti salvavita per la chiamata tempestiva dei soccorsi. Il sindacato da sempre promuove due soluzioni: “I pulsanti rossi antipanico, collegati alla centrale operativa della Questura. Vanno posizionati in base ai dati e alla complessità dei reparti. Condividere la loro mappa col sindacato e coi lavoratori è estremamente importante – commentano Ferrara e Pilia –. E poi chiediamo i braccialetti elettronici dotati di geolocalizzazione, necessari per soccorrere anche i professionisti più isolati. Ricordo a tutti che un sanitario è stato quasi ammazzato nei bagni dell’ospedale (ottobre 2024), non avendo nulla con cui chiedere aiuto”.

BODYCAM
Nella vicina Modena Cisl Fp ha ottenuto le bodycam per gli equipaggi del 118, indispensabili per incastrare i violenti e gli aggressori con le prove video fondamentali per far scattare le pene severe della Legge Nordio. “Con 54 aggressioni al pronto soccorso, sono dati aziendali, vorremmo sottoporre ad Ausl di estendere le bodycam anche al personale più in prima linea in questa unità operativa, non solo agli equipaggi del 118.
TUTELA LEGALE. SEMPRE
“Da due anni chiediamo ad Ausl di costruire insieme un modello virtuoso basato su azioni innovative. Proprio dalla Cisl Fp di Reggio e Modena è partita la richiesta poi inserita nel contratto nazionale firmato (solo da Cisl Fp, Fials e Nursind) il 27 ottobre 2025: la tutela legale gratuita delle vittime e il loro sostegno psicologico. Ausl ha informato che sta applicando queste norme, ma non ha mai detto una parola al sindacato che gliele ha servite. Chiediamo che l’Azienda spieghi come e quanto le applica. La tutela legale serve in sede di denuncia e crediamo fermamente che occorra anche durante il processo all’aggressore”, osservano Ferrara e Pilia. Cisl Fp e Cisl Medici chiedono inoltre di discutere sulla costituzione di parte civile nei processi più importanti, destinando le risorse ottenute a un fondo per la sicurezza dei sanitari. E si torna da principio: “Leggiamo sui giornali che Ausl si è dotata di un board aziendale e di un piano di prevenzione per la violenza ma nulla è stato condiviso col sindacato”.
REMS E DIAGNOSI E CURA
Un discorso a parte merita la sicurezza della Rems di via Montessori e del Servizio psichiatrico diagnosi e cura di Correggio. “Le storie di violenza subite da chi lavora in questi ambiti sono tremende. Alla Rems lo Stato ha istituito strutture per criminali condannati ma si è sfilato dal dovere di sorveglianza con la polizia penitenziaria, come ha dimostrato l’evasione dell’agosto 2024. Alcune cose sono state realizzate, ma serve un progetto ad hoc: alla Rems come nel Spdc non ci si può limitare alla poca vigilanza privata e ai sanitari costretti a barricarsi per non essere picchiati. La domanda è: cara Ausl, la accendiamo?”, chiosano Ferrara e Pilia.

