Sono Giampiero Ingrassia e Marianella Bargilli i protagonisti di Ti ho sposato per allegria, la brillante commedia di Natalia Ginzburg, in scena al Teatro Celebrazioni di Bologna venerdì 20 e sabato 21 marzo alle ore 21.00, con la regia di Emilio Russo.

Composta nel 1965, due anni dopo il successo di Lessico famigliare – vincitore del Premio Strega – Ti ho sposato per allegria segna l’esordio drammaturgico di Ginzburg. Al centro della vicenda ritroviamo i temi cardine dell’autrice: l’amore, le relazioni, il peso delle figure materne, la morte e il divario sociale. La scrittrice ne parla “senza parlarne”, utilizzando un registro immediato e familiare per svelare la complessità che si cela dietro la normalità di tutti i giorni. Sono tematiche che emergono attraverso dialoghi quotidiani e vicende domestiche, confermando la sua capacità unica di narrare i grandi conflitti umani con una scrittura concreta.

In scena Ingrassia e Bargilli sono Pietro e Giuliana, il cui legame sfida la logica: può l’allegria essere un collante sufficiente? L’entusiasmo sembra assente nelle radici della loro unione: una donna fragile e un uomo arido di sentimenti, diviso tra ribellione e convenzione. Eppure, tra loro vibra una sincerità spietata nel mostrarsi senza filtri, una confessione continua che sfocia in una domanda ripetuta come un mantra: «Perché ci siamo sposati?». In questa ricerca di verità, priva di illusioni, risiede forse l’unico, paradossale punto di contatto.

Tra assenze e presenze, la commedia si rivela un labirinto ipnotico che riporta sempre allo stesso bivio, spingendo i protagonisti a cercare ogni volta una via di fuga differente. Chissà se una vera uscita esista. O se invece non sia proprio questo girare a vuoto l’essenza stessa di quella cosa che chiamiamo vita.

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