La testimonianza delle proprie esperienze giudiziarie da parte di condannati come forma di riparazione sociale e sensibilizzazione alla legalità.
È l’obiettivo della convenzione siglata lunedì 30 marzo dal Ministero della Giustizia (con il Tribunale di Modena), dal Comune di Modena (con il corpo di Polizia locale) e dall’Ufficio scolastico provinciale di Modena, che si pone l’obiettivo di organizzare lo svolgimento di Lavori di Pubblica Utilità come forme alternativa alla pena detentiva.
Il Protocollo ha una durata triennale e si propone di ampliare lo spettro delle attività che l’imputato può svolgere nell’ambito del lavoro di pubblica utilità, così da favorire percorsi di responsabilizzazione personale e sociale dei soggetti condannati. Le testimonianze hanno lo scopo di contribuire alla diffusione di una cultura della legalità nelle scuole mediante testimonianze dirette di chi abbia avuto esperienza giudiziaria connessa a reati rilevanti per la sicurezza stradale o agli stupefacenti. Saranno coinvolti, in questi percorsi, coloro i quali siano disponibili e ritenuti idonei.
Per il presidente del Tribunale Alberto Rizzo «con questa convenzione avviamo un processo virtuoso e rieducativo in cui il soggetto ammesso potrà svolgere il programma dei lavori di pubblica utilità presso il settore polizia locale, sicurezza urbana e protezione civile e, qualora ritenuto idoneo dal magistrato e previo consenso espresso, potrà svolgere attività di narrativa testimoniale nelle scuole, che riguarderanno la propria esperienza connessa alla violazione commessa, le conseguenze personali, sociali e giuridiche derivanti dal reato e una riflessione critica sul comportamento tenuto e sul percorso di responsabilizzazione».
Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti sottolinea «l’importanza di questa convenzione perché è un esempio fattivo di collaborazione tra istituzioni. Ritengo altrettanto importante, portare l’esperienza diretta di chi ha avuto comportamenti puniti dalla legge nelle scuole a contatto con i giovani, l’aspetto più innovativo del progetto. In questo caso la rielaborazione di quanto compiuto assume un rilevante valore di testimonianza proprio perché vissuta in prima persona, anche nella presa di coscienza dell’errore. Un confronto con pochi filtri che ritengo utile proprio perché mette in atto una relazione genuina, ovviamente sotto lo stretto controllo del giudice».
La programmazione degli incontri nelle scuole sarà definita dal settore Polizia locale, sicurezza urbana integrata e Protezione civile in coerenza con la durata del provvedimento giudiziario ed in coordinamento con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena e le ore svolte come “testimonial di legalità”, nonché quelle impiegate per la preparazione degli interventi, saranno conteggiate a tutti gli effetti come Lavori di Pubblica Utilità.
Per il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppe Schena «questa convenzione offre alla scuola un’importante occasione educativa. Ascoltare la testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le conseguenze di un comportamento scorretto permette agli studenti di comprendere in modo concreto il valore della legalità e della responsabilità. Attraverso questi incontri, i ragazzi possono imparare a distinguere tra comportamenti positivi e scelte che mettono a rischio sé stessi e gli altri, sviluppando consapevolezza e capacità di giudizio. La scuola è il luogo in cui si apprende e si cresce: trasformare un errore in una lezione condivisa rende la comunità scolastica più forte e più attenta».

