Una telefonata, un interlocutore che si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e una presunta contravvenzione: elementi che, messi insieme, hanno fatto emergere un probabile tentativo di truffa ai danni di cittadini anziani. È quanto accaduto a Modena lo scorso 14 aprile, episodio che la Polizia locale segnala per richiamare l’attenzione della cittadinanza su modalità sempre più diffuse e insidiose.

A ricevere la telefonata è stato un cittadino modenese, contattato sul proprio numero fisso da una persona che si è qualificata come “agente della Polizia Municipale di Modena”. Nel corso della conversazione, l’interlocutore ha riferito dell’esistenza di una contravvenzione a carico di un’auto, indicandone anche la targa e sostenendo che fosse intestata alla moglie. Dopo un’iniziale perplessità, l’uomo ha fatto presente che la moglie non è mai stata intestataria di alcun veicolo e in più non ha mai conseguito la patente di guida. La discrepanza tra quanto riferito e la realtà dei fatti ha fatto emergere dubbi sulla genuinità della telefonata. Informata dell’accaduto dal genitore, la figlia ha ritenuto opportuno segnalare l’episodio al Comando della Polizia locale, permettendo così di ricondurre l’accaduto a un probabile tentativo di raggiro.

L’episodio s’inserisce in un contesto più ampio di truffe telefoniche che spesso prendono di mira persone anziane, facendo leva su comunicazioni apparentemente ufficiali, fatte apposta per generare urgenza o preoccupazione.

La Polizia locale ricorda che non effettua telefonate né invia email per sollecitare pagamenti o chiedere informazioni personali su conti correnti o altro. In presenza di comunicazioni di questo tipo, è fondamentale non fornire alcuna informazione sensibile e rivolgersi direttamente agli uffici competenti per le opportune verifiche. Segnalare tempestivamente episodi sospetti rappresenta uno strumento essenziale per prevenire e contrastare questi fenomeni, contribuendo a tutelare in particolare le fasce più esposte della popolazione.