
“In questi anni – prosegue Poletti – abbiamo investito molto, sia finanziariamente che professionalmente, per essere attrezzati e preparati dal punto di vista tecnico e legale al fine di seguire direttamente e con competenza, su mandato del Consiglio Comunale, lo sviluppo dell’iter legato all’accertamento del livello di inquinamento delle falde e delle conseguenti responsabilità. Gli studi approfonditi, tanto dal punto di vista chimico quanto da quello geologico, che abbiamo prodotto hanno contribuito a fornire alla Procura e al Pubblico Ministero dati incontrovertibili sull’esatto stato di inquinamento della discarica che ne confermano, a nostro giudizio, la gravità”.
“In attesa delle motivazioni che hanno portato al dissequestro – aggiunge il sindaco di Finale Emilia – non rinunciamo a confermare la nostra posizione istituzionale, forti del sostegno del Consiglio Comunale, a garanzia della salvaguardia della sicurezza della salute dei cittadini e dell’ambiente”.
“Restiamo in attesa dei dati relativi ai carotaggi e alle perforazioni, oltre al posizionamento dei nuovi piezometri in diverse parti del territorio, ordinati dalla Procura della Repubblica ed eseguiti nell’ultimo mese – conclude Poletti – nell’auspicio che le risultanze dei dati forniti siano sufficientemente chiare per capire se le CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione) riguardanti i metalli e gli inquinanti sotto esame siano conformi o difformi rispetto ai valori riferiti ai prelievi eseguiti all’interno della discarica. Nel frattempo, valuteremo con il Consiglio Comunale i prossimi passi da fare, coerentemente con le decisioni fin qui adottate e le azioni svolte”.

