“Celebrare il 25 aprile significa oggi fare i conti con una stagione difficile. In Italia si moltiplicano gli smemorati e i tentativi, provenienti da responsabilità istituzionali non marginali, di ridimensionare il significato di questa data, di equiparare le ragioni dei partigiani a quelle dei repubblichini, di presentare la Liberazione come una festa divisiva. La Liberazione non è divisiva, è fondativa. È divisivo, semmai, chi rifiuta ancora oggi di riconoscere che la nostra Repubblica è nata dalla sconfitta del fascismo e che la Costituzione è antifascista perché l’origine, lo spirito e il contenuto di ogni suo articolo sono in antitesi alle tesi e alla concezione del fascismo”. Lo ha affermato Luca Aniasi, presidente nazionale della Federazione Italiana Associazioni Partigiane, rivolgendosi, sabato 25 aprile, ad una piazza Grande scaldata da un bel sole primaverile e gremita di cittadine e cittadini lì riuniti per le celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione. Parole, quelle del presidente Fiap, a cui hanno fatto eco quelle del sindaco Massimo Mezzetti, con lui sul palco assieme a Maura Gancitano, filosofa, pedagogista e co-fondatrice di Tlon.

Nel suo discorso Mezzetti si è soffermato molto proprio sull’importanza della trasmissione della memoria, spendendosi in favore dei giovani e indicando le responsabilità degli adulti: “Non credo che possiamo con troppa facilità lamentarci perché i giovani non sanno o non ricordano se noi per primi spesso mettiamo in sospensione quanto conosciamo”. Ha quindi ribadito che la memoria è un dovere a fronte delle efferatezze che caratterizzano questa fase storica: “Bisogna ricordare il male anche quando si presenta con caratteristiche apparentemente innocue, perché non si riproponga come avviene oggi in tante parti del mondo”.

Per il sindaco sono tre i tasselli che fondano la coscienza civile di tutti noi e hanno le proprie radici in quanto accaduto in quel periodo storico: la lotta di Liberazione, la Costituzione italiana, il voto finalmente libero e esercitato anche dalle donne. La Costituzione è “molto più di un testo giuridico – ha detto – è il nostro patto morale ed è stato bello scoprire, nel recente voto referendario, quanti italiani, e quanti giovani in particolare, l’abbiano così a cuore”. I tre tasselli, come un filo rosso che si è snodato lungo tutto il suo discorso, hanno dato vita al pensiero con cui il sindaco ha concluso il suo intervento: “La Liberazione non è solo memoria. E’ impegno. La Costituzione non è solo un testo. E’ una guida. Il voto non è solo un diritto. E’ una responsabilità”.

Dalla filosofa Maura Gancitano è arrivata, infine, una riflessione sul senso collettivo di una storia che ci deve accomunare tutti e non può esaurirsi con la scomparsa dei testimoni, delle donne e degli uomini che hanno partecipato alla Liberazione. “La Resistenza ha rappresentato il risveglio di chi non ha creduto che non ci fosse alternativa al nazifascismo – ha detto nel corso del suo intervento – di chi ha rifiutato di essere messo a tacere dal potere e invece ha scelto di scrivere una pagina di storia futura insieme agli altri. Oggi siamo ancora testimoni di quel risveglio, possiamo sentirci parte di quella genealogia e coltivare la fiducia che viene solo da una storia collettiva”.
Preceduto dalle campane della torre del Palazzo Comunale che, grazie all’Unione Campanari Modenesi, hanno suonato a festa rievocando i rintocchi di 81 anni fa, il comizio di piazza Grande è stato il momento centrale di una giornata ricca di appuntamenti. Le cerimonie si sono infatti aperte alle 10 con la messa in Duomo celebrata da monsignor Maurizio Trevisan, vicario episcopale, per poi proseguire con il tradizionale corteo accompagnato dalla banda cittadina “A. Ferri”, l’omaggio al Sacrario della Ghirlandina e, subito dopo il comizio, la GranScassa Band che ha animato le vie del centro con musica itinerante. Infine, alle 16, sempre in piazza Grande, si è tenuto il concerto della banda cittadina, accompagnato dalla deposizione di fiori nelle strade dedicate a partigiani e antifascisti.

Tante le autorità presenti in piazza, tra cui la prefetta Fabrizia Triolo, il comandante dell’Accademia militare generale Stefano Messina, il questore Lucio Pennella, il comandante provinciale dei Carabinieri Lorenzo Ceccarelli, il comandante della Guardia di Finanza Francesco Mazza e quello della Polizia locale Alberto Sola assieme ad altri rappresentanti delle Forze dell’ordine. Presenti anche il presidente dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra (Anmig) Adriano Zavatti, il presidente della Provincia Fabio Braglia e quello del Consiglio comunale Antonio Carpentieri, assieme gli assessori Francesca Maletti e Paolo Zanca e vari consiglieri comunali e regionali, oltre all’europarlamentare Stefano Bonaccini.

Il programma delle celebrazioni, promosso dal Comitato per la storia e le memorie del Novecento dell’amministrazione comunale, prosegue domenica 26 aprile: gli scout Agesci animeranno piazza Matteotti con un flash mob dedicato alla costruzione della pace, mentre il parco della Resistenza ospiterà una festa popolare con musica, giochi e interventi istituzionali. In parallelo, la Polisportiva Sacca organizzerà il tradizionale Pranzo della Resistenza, rinnovando un forte legame tra memoria e convivialità.