
L’esposizione, che sarà visibile fino al 14 giugno presso lo spazio ‘Arturo Birra e cucina’ di via Tassoni 39, rappresenta l’esito finale del percorso laboratoriale di fotografia che ha visto il coinvolgimento di 3 adulti del Progetto Sai e di 9 minori stranieri non accompagnati in collaborazione con la fotografa Juani Canovas.
“Sulla mia strada – si legge nel testo che accompagna gli scatti – è una raccolta in cui autoritratti, tracce quotidiane e dettagli di gesti intrecciano memorie e desideri, trasformando il percorso in identità. Ogni immagine è un frammento di presente che apre al futuro: la strada come luogo di incontro, scelta e possibilità. Ombre e riflessi diventano scena e specchio. I ragazzi appaiono come silhouette o presenze dichiarate, affermando: “ci sono, qui e ora”. L’autoritratto restituisce voce e la sequenza costruisce un racconto crescente di appartenenza. Senza clamore, la fotografia diventa ascolto e autoconoscenza: camminare allinea corpo, mente e mondo; guardare nomina desideri; fotografare trasforma l’esperienza in memoria condivisa. Ogni passo disegna una direzione, ogni immagine apre una porta”.
Il laboratorio di fotografia si inserisce nell’insieme delle attività promosse per favorire relazioni e processi di inclusione dei migranti accolti nel Progetto Sai, che si affiancano alle azioni di accompagnamento socio-educativo per la parziale realizzazione di percorsi di autonomia lavorativa e abitativa e al supporto per l’apprendimento della lingua italiana.
Si tratta di esperienze diverse – tra cui laboratori, attività sportive o di volontariato – che hanno l’obiettivo di rendere i beneficiari protagonisti attivi della società e non solo meri utenti, proposte in parte in base alle indicazioni degli operatori che sono in ascolto di bisogni, preferenze e disponibilità degli accolti, ma spesso richieste anche dagli stessi beneficiari che esprimo i propri interessi o offrono la propria disponibilità.
Le esperienze sul territorio permettono inoltre di ampliare la rete di conoscenze degli accolti favorendo una reale integrazione nella comunità di Reggio Emilia.

