
Doppio taglio del nastro, oggi pomeriggio alla presenza del presidente della Regione, Michele de Pascale, a San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese: inaugurate la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità, grazie a un investimento con fondi Pnrr di 5,8 milioni di euro. Il Distretto Pianura Ovest, che già può contare sulle Case di Comunità di Calderara di Reno, Sala Bolognese e Crevalcore, si arricchisce dunque di due nuovi punti di riferimento, assistenza e cura.
Demolito un fabbricato parzialmente in disuso presso il complesso ospedaliero, ne è stato realizzato uno nuovo che ospita al piano terra, su una superficie di 830 metri quadrati, la Casa della Comunità, e al primo piano l’Ospedale di Comunità, che può contare su quasi 1.200 metri quadrati e 20 posti letto, con alcuni spazi comuni condivisi tra le due strutture.
All’inaugurazione erano presenti, oltre al presidente de Pascale, il sindaco di San Giovanni in Persiceto, Lorenzo Pellegatti, il sindaco di Calderara di Reno e delegato alla Sanità del Distretto Pianura Ovest, Giampiero Falzone, la direttrice generale dell’Azienda Usl di Bologna, Anna Maria Petrini, e la direttrice del Distretto Pianura Ovest, Francesca Santoro.
La Casa della Comunità rappresenta il luogo di incontro tra assistenza sanitaria e sociale, dove opereranno 5 Medici di medicina generale, ad oggi associati in gruppo e inseriti nell’Aggregazione funzionale territoriale di San Giovanni in Persiceto che avrà qui l’ambulatorio; ospiterà anche la funzione di Continuità assistenziale, l’ambulatorio infermieristico e di diabetologia, una sede del Punto unico di accesso, l’Infermiere di famiglia e comunità e varie realtà a valenza distrettuale: il Servizio infermieristico domiciliare, il Servizio protesica e integrativa e il Punto di valutazione fisioterapica. Dotata di strumentazioni diagnostiche di base e tecnologie per la telemedicina, per favorire la digitalizzazione dei processi e la gestione integrata delle cure, promuove la presa in carico assistenziale dei pazienti fragili, con diverse patologie o con fragilità sociosanitarie.
L’Ospedale di Comunità è invece una struttura di ricovero temporaneo ad accesso prevalentemente territoriale destinata a pazienti fragili con fabbisogni prevalentemente assistenziali o riacutizzazioni di malattie croniche, che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica non erogabili direttamente al domicilio; centrale è l’integrazione ospedale-territorio e la continuità delle cure, che prevede la valutazione multidimensionale della persona da assistere, un piano integrato e individualizzato di cura e la condivisione multiprofessionale delle esigenze socio-assistenziali; vi operano le professioni sanitarie e la Medicina generale.
“Oggi compiamo un passo concreto nel rafforzamento della sanità territoriale di tutto il Distretto sanitario, ma non solo- affermano il presidente de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Si tratta infatti di opere importanti di edilizia sanitaria, realizzate secondo le più moderne esigenze di cura e dotate di avanzate strumentazioni diagnostiche e tecnologiche, ma che rappresentano anche un cambiamento profondo nell’organizzazione dei servizi. Un modello di assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale che punta su integrazione, prossimità, capillarità sul territorio e innovazione, per costruire una sanità pubblica sempre più forte, in grado di affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle cronicità”.
“Un modello- aggiungono presidente e assessore- più vicino alle persone, capace di rispondere in modo integrato e tempestivo ai bisogni reali dei cittadini, a partire dai più fragili e da chi ha bisogno di un’assistenza continuativa. É il sistema che, anche grazie ai fondi Pnrr, stiamo costruendo in tutta l’Emilia-Romagna: una sanità di prossimità, accessibile, equa e centrata sulla presa in carico della persona lungo tutto il percorso di vita. Continueremo a lavorare- chiudono de Pascale e Fabi- insieme ai territori, agli Enti locali, alle Aziende sanitarie e ospedaliere e a tutti i professionisti e le professioniste coinvolte per consolidare questa rete e garantire a tutte e tutti il diritto a cure di qualità, vicino a casa”.

