È stato sottoscritto ieri, martedì 26 maggio 2026, negli uffici della Procura generale presso la Corte di appello di Bologna, il nuovo protocollo d’intesa in materia di reati ambientali per l’applicazione omogenea su tutto il territorio regionale dell’Emilia-Romagna in ordine a quanto previsto, tra l’altro, dalla legge sugli ecoreati (L. 68/2015). Tutte le procure della Repubblica della Regione, Arpae, Direzione marittima di Ravenna e Comando Regione Carabinieri forestali hanno rinnovato e integrato così il primo accordo sottoscritto dieci anni fa.

Alcune modifiche normative e documenti di indirizzo, come le linee guida del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente, hanno reso necessario l’aggiornamento del protocollo d’intesa, che ha l’obiettivo di rendere omogenea sul territorio l’applicazione della legge e più veloci gli adempimenti previsti. In particolare, il protocollo si occupa delle violazioni che prevedono una procedura di estinzione del reato tramite l’adempimento di prescrizioni (che vengono in tutti i casi asseverate da Arpae) e il successivo pagamento di una sanzione pecuniaria (sono esclusi i reati più gravi, che abbiano provocato un danno o pericolo di danno all’ambiente).

Oltre a garantire un’uniformità di approccio privilegiando il costante mantenimento dello stato di legalità, si punta in questo modo all’eliminazione degli effetti delle violazioni con consequenziale ripristino dei luoghi interessati dai reati nel più breve tempo possibile.

In seguito alla sottoscrizione del protocollo saranno anche organizzati incontri di formazione rivolti al personale dei servizi di polizia giudiziaria operanti in vari Corpi attivi nel settore ambientale.

Il protocollo anticipa di poco, in ottica propedeutica, l’entrata in vigore il prossimo 2 giugno del nuovo decreto legislativo 81/2026, che prevede l’istituzione del Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, coordinato dal Procuratore generale presso la Corte di cassazione. In seguito all’attuazione del decreto nazionale, quello regionale potrà essere rivisto.

“L’ambiente è un bene primario, inserito nella nostra Carta fondamentale dalla legge costituzionale n. 1/2022, a tutela principalmente delle future generazioni” dichiara l’avvocato generale presso la Corte d’appello di Bologna, Ciro Cascone, referente per la rete ambientale per l’intero distretto della Corte d’appello. “L’obiettivo specifico del protocollo sottoscritto ieri è quello di rafforzare la sinergica collaborazione tra Arpae, gli operatori di polizia giudiziaria e le Procure della Repubblica, al fine di rendere precoce e più efficace l’intervento in un’ottica non repressiva ma preventiva, al fine di ripristinare le condizioni ambientali naturali”.

“Il protocollo d’intesa – dichiara il direttore generale di Arpae, Paolo Ferrecchi – prosegue un importante lavoro di coordinamento con le procure e con le forze dell’ordine, riconoscendo il fondamentale ruolo tecnico di Arpae. Tutte le parti contribuiscono per le loro competenze a garantire gli obiettivi comuni della tutela dell’ambiente e del rispetto della legalità, per costruire un sistema economico e sociale più equo e sostenibile”.