Il Consiglio comunale di Sassuolo ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dalle consigliere del Partito Democratico Rebecca Sara Rossi e Houda Hdily per l’intitolazione di una panchina gialla alla memoria di Giulio Regeni, nel decimo anniversario della sua uccisione.

L’atto impegna sindaco e Giunta a individuare uno spazio pubblico del territorio comunale per l’installazione della panchina, aderendo alla campagna promossa da Amnesty International; a corredarla con una targa commemorativa che richiami la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni; a promuovere, in occasione dell’inaugurazione, un momento pubblico di commemorazione e sensibilizzazione, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadinanza; e a garantirne nel tempo la cura, la manutenzione e il valore simbolico.

“L’approvazione di questo OdG rappresenta un passaggio importante, perché Sassuolo sceglie di stare dalla parte della verità, della giustizia e dei diritti umani”, dichiara la consigliera Rebecca Sara Rossi. “Giulio Regeni non è soltanto un nome da ricordare: è una ferita aperta nella coscienza democratica del Paese. Era un giovane ricercatore universitario, in Egitto per svolgere il proprio lavoro di studio sulle condizioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali indipendenti. È stato rapito, torturato e ucciso mentre faceva ricerca.”

“Quella di Giulio Regeni – prosegue – non è solo una vicenda individuale, per quanto tragica. È il simbolo di un sistema di repressione, violazione dei diritti umani, tortura e persecuzione del dissenso che da anni riguarda l’Egitto e che colpisce attivisti, studenti, ricercatori, lavoratori, giornalisti e oppositori politici. Ricordare Giulio significa anche avere il coraggio di nominare quel contesto: un regime che non ha collaborato fino in fondo all’accertamento della verità e che ha ostacolato la possibilità di giungere a una piena giustizia.”

“Per questo – aggiunge la consigliera, – riteniamo necessario denunciare anche le responsabilità dello Stato italiano. In questi dieci anni l’Italia non ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità politiche, diplomatiche ed economiche per pretendere verità e giustizia per Regeni. Alla mancata collaborazione delle autorità egiziane si è progressivamente risposto con una normalizzazione dei rapporti istituzionali, commerciali e diplomatici. Gli interessi economici, la politica estera e la realpolitik hanno finito troppo spesso per prevalere sulla tutela di un cittadino italiano rapito, torturato e ucciso mentre svolgeva il proprio lavoro di ricerca”.

“Uno Stato democratico non può limitarsi alla solidarietà formale. Non può ricordare Regeni nelle dichiarazioni pubbliche e poi tornare a trattare come se nulla fosse con chi continua a negare piena collaborazione. Se un Paese non è in grado di difendere fino in fondo un proprio giovane ricercatore, allora è la credibilità stessa delle sue istituzioni a essere messa in discussione.”

La panchina gialla non sarà quindi un semplice elemento di arredo urbano, ma un segno visibile e permanente dell’impegno della comunità sassolese per la memoria civile, i diritti umani, la libertà di ricerca e la richiesta di giustizia.

Prendiamo atto con rammarico delle astensioni espresse in aula” conclude Rossi. “La motivazione legata al rischio che la panchina possa non essere adeguatamente mantenuta non ci convince: proprio per questo l’ODG impegna l’Amministrazione a garantirne cura e manutenzione nel tempo. Di fronte a una vicenda come questa la politica non dovrebbe arretrare rispetto alla responsabilità della memoria. Dopo la rimozione, nella precedente esperienza amministrativa, dello striscione ‘Verità per Giulio Regeni’, oggi era importante che Sassuolo tornasse a esprimere una posizione chiara. Con questo voto affermiamo che la memoria non è un ornamento, ma un impegno pubblico”.