Domenica 14 giugno 2026, l’arcivescovo mons. Erio Castelluccci sarà a Fiorano per celebrare la Messa solenne alle ore 11 nella chiesa di San Giovanni Battista, nel millenario dell’elevazione di Fiorano a parrocchia. Infatti il 19 giugno 1026 il vescovo di Modena Ingone aveva voluto la costruzione di una chiesa con ufficio battesimale, realizzata poi intorno al 1030 all’interno del castello, elevando Fiorano al rango di corte e di parrocchia, affinché rimanesse sotto la sua giurisdizione sottraendola a quella della pieve di Cameazzo e quindi al potente monastero piacentino di S. Sisto.

Prima della Messa, alle ore 10.30, avverrà lo scoprimento di 10 lastre fotografiche su ceramica realizzate dall’Associazione Amici di Fiorano, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e il contributo di Tecnomec Borghi, Ceramiche Coem e Ceramica Fioranese.

Saranno esposte nel sagrato della chiesa e illustreranno il centro del paese nei primi decenni del Novecento, oltre ovviamente al Santuario e alla stessa chiesa parrocchiale.

La più antica immagine è Fiorano visto dalla torretta di Villa Pace, fotografato dal proprietario Luigi Messori alla fine del secolo XIX. Il paese aveva meno di tremila abitanti, divisi equamente fra centro e case sparse. La rete viaria era ancora quella risalente al XVI secolo: da ovest ad est la via Maestra lungo la quale si era sviluppato il centro del paese; da sud a nord verso la pianura, il Cerreto e la Valle. Nel tratto della strada Maestra compreso fra queste due strade si affacciavano le botteghe, le osterie e gli edifici pubblici: la chiesa parrocchiale, il municipio con la piazza, la scuola elementare. Il resto del territorio era un grande mare di verde coltivato e infatti Fiorano, nei secoli, è descritto “di bellissimo sito”, “territorio in piano e in colle fertile di ogni specie di vegetali: frutta, vini, uva e cerali”, “Vi prosperano specialmente i fichi, cantati dal Tassoni, i carciofi e le fine uve che danno vini prelibati”, “l’amena positura, il suo saluberrimo clima, il celebre monumento dell’Avanzini dedicato al culto di Maria Santissima, i ridenti colli che lo circondano tali da farne una stazione climatica frequentatissima”.

Grazie a QR Code i visitatori potranno leggere le didascalie delle immagini, risultando utili anche alla maggior parte dei Fioranesi che di quel paese non conservano ormai alcun ricordo diretto.