
“Dopo aver infangato la scuola e gli insegnanti, dopo averle tolto tante risorse perfino per la gestione ordinaria, dopo avere creato con colpevole insipienza amministrativa le condizioni per una difficilissima apertura del prossimo anno scolastico, dopo i tagli indiscriminati al personale docente, la Gelmini informa che vuole contribuire alle spese delle famiglie più agiate e più capaci di scegliere una scuola di qualità. Il bonus non è diritto allo studio – per il quale il Pd chiede di incrementare le risorse – e non è neppure riconoscimento per quelle scuole paritarie già sostenute dai finanziamenti statali, regionali e locali, che garantiscono qualità e integrazione (scuole infanzia ed elementari). Piuttosto, per il Ministro Gelmini, serve a dare più risorse a chi già le ha, rafforzare i più forti, e avviare la costruzione di un sistema scolastico pubblico di scarsa qualità e un sistema privato forte e ben finanziato per chi se lo può permettere”.

