
“Il porto di Ravenna e’ il principale porto italiano per le importazione di prodotti agricoli e alimentari. Qui arrivano ogni anno 800mila tonnellate di prodotti agricoli, in prevalenza cereali e granaglie e 1.800.000 tonnellate di prodotti alimentari, tra cui farine e trasformati. Il problema – prosegue Coldiretti – e’ che questi prodotti possono distribuirsi su tutto il territorio italiano perdendo ogni traccia della loro origine, diventando prodotti italiani a tutti gli effetti.
Saranno 2000 i produttori dell’Emilia Romagna che domani porteranno i loro mezzi agricoli alla darsena del porto ravennate “per denunciare la mancanza di trasparenza sul prodotto importato”. Una delegazione dei produttori arrivera’ via mare per incontrare l’Autorita’ portuale e l’agenzia delle Dogane, cui presenteranno il documento Coldiretti per chiedere l’etichettatura obbligatoria dell’origine, “un provvedimento – commenta Coldiretti – che puo’ essere un grande supporto per agevolare l’attivita’ delle autorita’ preposte ai controlli sulle importazioni”. Domani altri mille allevatori, provenienti da Piacenza e Reggio Emilia, daranno il cambio ai loro colleghi emiliani presenti oggi al presidio del Brennero.

