
A suo tempo il magistrato aveva affidato una perizia al professor Alessandro Cocchi, ordinario di Fisica tecnica dell’Universita’ di Bologna, affinchè accertasse se la rottura della corda era dipesa dalla mancata manutenzione o dal modo in cui è tecnicamente agganciata all’altalena. Dalla perizia, depositata in questi giorni, emerge che fu la mancata manutenzione a causare quel grave incidente. Scaricando di fatto la responsabilità su chi era incaricato di farla e su chi doveva controllare che venisse fatta regolarmente.
Nella corda che tiene agganciato il seggiolino alla struttura ci sono quattro fili di acciaio. Tre, come emerso dagli accertamenti, erano rotti da tempo e già ossidati. Il quarto si ruppe invece quel pomeriggio. L’altalena era stata installata nel parco nel 2005 e nell’ottobre dell’anno successivo le corde erano state cambiate per usura. Cambio che invece non era stato mai fatto fino al giorno dell’incidente. Dunque, conclude il perito, la rottura di quella corda avvenne per usura e una verifica più frequente e con occhio attento avrebbe potuto accertarla evitando quanto poi accaduto. Specie se si considera che un cambio era già stato fatto in precedenza e che il libretto di manutenzione fornito dall’azienda produttrice lo prevedeva nelle istruzioni. Quindi, alla luce della perizia, si può escludere un difetto di fabbricazione dell’altalena o un boicottaggio, accendendo di fatto i riflettori su chi doveva fare la manutenzione e su chi doveva vigilare affinchè fosse fatta.
(foto d’archivio)

