
“E non c’è strumento di condivisione e integrazione migliore della musica”, aggiunge Luciano Gaddi, pensionato e musicista dilettante fondatore di Clab insieme a Davide Nicolini e Enrico Abbati, il quarto è nientemeno che Giovanni Rubbiani, ex chitarrista dei Modena City Ramblers. Tantissimi i musicisti, più o meno dilettanti e provenienti da diverse nazionalità, che da diversi mesi, pur tra le difficoltà, provano in una saletta civica messa a disposizione della Circoscrizione, in via Canaletto. Vengono da alcuni stati africani, dal Perù, dall’Albania, dalle isole caraibiche, ma sono tutti modenesi d’adozione, nella nostra città vivono e lavorano. Tra loro c’è un gruppo di marocchini, con tanto di tastiere e violino, che suonando in un locale a Ponte Alto è riuscito a fare della musica un’attività regolare e un altro gruppo di albanesi noti tra i connazionali per le performance ai matrimoni. Albanese anche il giovane Soni che suona le tastiere elettroniche come strumenti balcanici e Willy il batterista. A suonare il liuto arabo, oui, accompagnato dal connazionale Drosos al darbuca, un tamburo in alluminio, è il greco Vangelis che però domenica non potrà esserci. Da qualche tempo si è unita al gruppo anche una bravissima violinista italiana, Giorgia Pastore, mentre sono cantanti le altre donne presenti nell’orchestra: provengono da Ghana, Senegal, Nigeria e hanno un’innata vocazione per il gospel, come Nancy che vedremo in azione domenica sera, insieme al bassista ghanese Bright e al pianista Kinsey.

