
Riteniamo che i risultati di tale indagine debbano essere resi pubblici e che il Comune di Formigine dovrebbe valutare la fattibilità di chiedere un eventuale risarcimento per i danni, anche di immagine, che sono stati arrecati.
Quanto accaduto non fa che confermare – come Legambiente da anni denuncia a livello nazionale con il rapporto “Ecomafia” – il business legato allo smaltimento illecito dei rifiuti, in particolare speciali o tossici, in cui i fatti che periodicamente vengono riportati dalla cronaca costituiscono probabilmente solamente la “punta dell’iceberg”.
Questo episodio dovrebbe costituire l’occasione per adottare provvedimenti volti a garantire e a verificare il corretto smaltimento e/o recupero dei rifiuti, partendo proprio dagli enti pubblici e dalle aziende che gestiscono per conto di essi il ciclo dei rifiuti sul territorio.
Gli enti pubblici e le aziende private che affidano i propri rifiuti ad imprese specializzate, possono e debbono individuare modalità per verificare e ottenere garanzie circa il loro corretto e appropriato smaltimento o riciclaggio, al fine di evitare il ripetersi di casi come quello in oggetto.
(Circolo Legambiente “Chico Mendes”)

