
La normativa ha l’obiettivo di migliorare la tutela delle aree più a rischio di inquinamento. L’articolazione del divieto invernale, infatti, tiene conto della vulnerabilità delle acque all’inquinamento da nitrati, del tipo di effluente zootecnico impiegato e della presenza di copertura vegetale.
Il territorio provinciale è distinto in zone vulnerabili e in zone ordinarie con prescrizioni diverse: la carta è consultabile sul sito www.agrimodena.it.
Per le zone vulnerabili o assimilate (corrispondono per lo più con le aree pedo-collinari dei comuni a sud della Via Emilia, con le aste fluviali di Secchia e Panaro e con le zone di rispetto dei pozzi di captazione) sono previsti due periodi di divieto: tra 1 novembre e 31 gennaio, con divieto assoluto all’uso degli effluenti zootecnici, dei concimi azotati e degli ammendanti organici; mentre dal 1 al 28 febbraio è invece possibile iniziare a utilizzare letami e materiali assimilati, concimi azotati e ammendanti organici; si possono utilizzare anche liquami o materiali assimilati ma solo nei terreni con copertura vegetale.
In zona ordinaria (corrisponde a gran parte della montagna e all’area nord), dove il rischio d’inquinamento dell’acqua da nitrati è più basso, il periodo di divieto è unico, inizia il 1 novembre e termina il 31 gennaio e si applica solamente agli effluenti zootecnici.

