
La denuncia per il reato di evasione contributiva – spiega il Codacons – presentata in tutti gli uffici dell’ispettorato del lavoro dove hanno sede gli atenei della regione, è a carico dei rettori che rischiano così una severa condanna penale.
Come è noto, infatti, gli specializzandi non medici, pur essendo assoggettati allo stesso identico regime di obblighi e doveri degli specializzandi medici, non ricevono alcuna remunerazione, nè tanto meno alcuna copertura previdenziale, diversamente dagli specializzandi medici.
I laureati non medici operanti in Emilia Romagna possono ottenere i moduli dell’esposto da mandare alla Commissione Europea e all’ispettorato del lavoro, inviando una e-mail; il Codacons organizza inoltre in favore di costoro una mega azione collettiva in Tribunale e chiede che lo Stato italiano sia condannato a erogare 25.000 euro l’anno per ciascun anno di durata della singola scuola di specializzazione, oltre al versamento dei contributi previdenziali, per un totale di circa 2 miliardi di euro.

