
Nell’ultimo anno la crisi economica ha spinto gli automobilisti a percorrere mediamente 600 chilometri in meno rispetto al 2007. Gli aumenti di alcuni costi di gestione, soprattutto legati al parcheggio (+50%) e alle multe (+57%), hanno favorito nuove forme di mobilità diverse dall’auto a vantaggio anche del trasporto pubblico locale che rimane però incapace di rispondere alle aspettative dei cittadini.
“Gli italiani non perdono le cattive abitudini al volante: divieto di sosta, eccesso di velocità, parcheggio in doppia fila e mancato uso delle cinture di sicurezza sono le infrazioni più ricorrenti. —commenta l’ing. Orlandi presidente di A.C. Modena- Chi sono i più trasgressivi? I giovani, in particolare per l’abuso di alcol, associato alla guida. La velocità e l’abuso di sostanze alcoliche sono i principali nemici della sicurezza stradale. Più controlli e sanzioni più severe per i responsabili di incidenti mortali sono sollecitati dall’opinione pubblica. ”
Il tutto però deve avere origine da un percorso formativo continuo che parta dall’obbligo della prova pratica per il patentino dei ciclomotori, prosegua a 17 anni con un anno di apprendistato alla guida di un’auto affiancati da un tutor, e si consolidi con corsi periodici di guida sicura presso strutture qualificatedelle quali ACI è stata un antesignana.
“Lo studio — conclude Orlandi — conferma: il trasporto pubblico locale purtroppo non riesce a costituire una valida alternativa all’auto. Bus e tram fanno registrare un incremento del 7,9% della domanda, ma il 46,3% degli italiani ne rifiuta l’uso in quanto scomodi e poco pratici. Sono necessari anche nuovi incentivi nel 2010, per favorire il rinnovo del parco circolante con vetture a basso impatto ambientale e dotate dei più “avanzati” dispositivi per la sicurezza. Meglio ancora se gli incentivi fossero estesi anche alle auto usate, ma solo le più moderne”.

