
Questa patologia verrà affrontata secondo un approccio multidisciplinare, grazie all’apporto di chirurghi vascolari, rianimatori, chirurghi del torace, cardiochirurghi. In particolare si parlerà delle nuove metodiche mini-invasive come il trattamento con endoprotesi che viene sperimentato con successo anche a Modena. La chirurgia attuale si basa sulla inserzione di una protesi (graft) suturata alle estremità dell’area aneurismatica. La recente introduzione di endoprotesi (stent-graft) aortobisiliache ha rivoluzionato il trattamento di questa patologia. Le indicazioni all’impianto dell’endoprotesi, inizialmente limitate a quei soggetti con indicazione chirurgica ed elevato rischio operatorio sono attualmente estese anche ad altri pazienti grazie ai confortanti risultati ottenuti.
“Il nostro seminario – spiega il prof. Gioacchino Coppi, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare – si occuperà principalmente della dissezione dell’aorta di tipo B che, purtroppo, colpisce una sovente una popolazione giovane con una alta mortalità e rischio di paraplegia che una paralisi di tutta la parte inferiore del corpo”.
La Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare, che opera al Policlinico di Modena e al NOSE di Baggiovara ha nel settore una delle più ampie casistiche. Ogni anno si operano circa 200 pazienti colpiti da patologie dell’aorta, affrontate col ricorso alle più moderne tecniche e tecnologie. Si tratta di un’attività che richiede un alto impegno organizzativo, ma anche cospicue risorse economiche che le Aziende Ospedaliere locali non hanno mai fatto mancare.

