
Per il segretario della Cisl la crisi economico-finanziaria ha accelerato un processo di riorganizzazione che avrebbe comunque investito, prima o poi, anche l’economia modenese, senza tuttavia minare la sua vocazione industriale e manifatturiera di qualità. «È inutile che inseguiamo mire turistiche, culturali o artistiche; il festival della filosofia ha successo, ma dura solo tre giorni – sottolinea Falcone – Dobbiamo continuare a fare in modo innovativo ciò che sappiamo fare bene: produzioni di qualità, ma sviluppando quel qualcosa in più che prima era di nicchia e che adesso invece è fondamentale per conquistare i mercati (per esempio, l’eco-compatibilità dei prodotti). In questa trasformazione è decisivo il contributo dei centri di ricerca per l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Devono uscire dai loro laboratori e fare un’azione capillare di “porta a porta” per aiutare tutte le imprese, soprattutto le medie e piccole, a trovare soluzioni nuove».
Per questo il segretario Cisl chiede alle istituzioni locali, provinciali e regionali, oltre che al governo, di sostenere questo grande sforzo di ammodernamento che consenta al nostro territorio di essere ancora una potenza industriale capace di esportare le sue produzioni in tutto il mondo. «È fondamentale far partire le opere pubbliche cantierabili e completare le infrastrutture, con l’apporto delle banche alle quali chiediamo di concedere maggiore fiducia alla voglia d’impresa che ancora caratterizza il nostro territorio, sostenendo i settori innovativi, come l’energetico e la tutela ambientale. Allo stesso tempo – conclude Falcone – bisogna adeguare il welfare per renderlo più universale, attento alla centralità della persona e accessibile a chi attualmente è escluso dai servizi».

