
“La maggioranza del popolo italiano si è opposto coralmente in queste ore ad una sentenza irrispettosa della storia, della cultura, della tradizione, dell’identità e della nostra nazione. Una sentenza che offende quella stessa laicità di cui vorrebbe farsi portavoce.
Crediamo che affiggere il crocifisso anche nell’aula consiliare del comune di Modena, massima espressione della volontà popolare e che ancora ne è sprovvista sarebbe, alla luce del dibattito scaturito dalla sentenza di Strasburgo, un segnale forte e condiviso teso a ribadire e a sancire la laicità delle istituzioni pubbliche e i principi alla base dello Stato Italiano. Nel dicembre del 2008 la sinistra bocciò la nostra proposta di affiggere il crocifisso nell’aula consiliare. Auspico che la Giunta Pighi possa cambiare atteggiamento. Non c’è alcuna ragione, se non ideologica, per opporsi alla presenza, di un simbolo che non è solo religioso ma anche emblema di valori civili e morali che fondano la nostra cultura, la nostra civiltà e il nostro Stato laico”.

