
“Il confronto con i lavoratori e le loro rappresentanze è molto importante – ha dichiarato Zanichelli – e non parte da oggi: ci deve aiutare a rafforzare la qualità dei servizi ambientali forniti ai cittadini, ad adottare tariffe eque e nel contempo ad offrire occupazione e sicurezza del lavoro per gli addetti. Il settore dell’ambiente può liberare inoltre nuove risorse per attività di prevenzione, recupero e nuovi prodotti, attraverso gli investimenti del Piano d’azione ambientale ed altre iniziative.”
Nel corso dell’incontro si è ricordato come in Emilia-Romagna operi un sistema di aziende “multiutilities” che garantisce il ciclo idrico integrato e l’attività di raccolta e di smaltimento dei rifiuti. La regolazione pubblica è stata rafforzata anche recentemente con la legge regionale 10/2008 che ha dato più responsabilità al livello regionale nella definizione della tariffa di riferimento e nell’esercizio di un controllo, anche di tipo sanzionatorio, sui gestori dei servizi ambientali. Un rafforzamento che mira a contenere le tariffe, a sviluppare un servizio industriale, aperto alle innovazioni tecnologiche, per ridurre i consumi e gli sprechi e per dare sicurezza al territorio.
“L’art.15 del decreto legge 135 non tiene conto di questo impegno – ha sottolineato Zanichelli -. Mentre è aperto un confronto sul Calderoli e sul codice ambientale (ex dlgs 152/2006), questa norma si muove verso una pura e semplice privatizzazione del settore, con una forzatura centralistica che rischia di risultare inapplicabile. Solo un sistema equilibrato di competenze tra Stato e Regioni – ha aggiunto l’Assessore – può garantire quelle forme di flessibilità e, soprattutto, quelle finalità sociali ed ambientali nell’erogazione dei servizi pubblici che sono già in essere nella nostra realtà”. “Continueremo a batterci in tutte le sedi – ha concluso Zanichelli a cominciare dalla Conferenza Stato-Regioni, valutando le iniziative più appropriate a difendere questa impostazione”.

