
«E’ un fatto grave – aggiunge Vaccari – perché il tema non è quello della possibilità, giusta e già prevista, di una partecipazione di capitali privati nella gestione delle società che gestiscono i servizi idrici. Qui stiamo parlando di un’altra cosa, della privatizzazione di un bene primario e universale, privatizzazione che si vuole realizzare costringendo gli enti pubblici a svendere il loro patrimonio custodito dalle aziende di servizi. L’acqua è un bene primario e di tutti – spiega ancora Vaccari – e questa legge non c’entra nulla con la necessità di rendere più efficienti i servizi e le reti».
Ora l’Autorità di Modena approfondirà le conseguenze del provvedimento sul territorio e sui gestori locali, in un rapporto stretto con le aziende e con i Comuni. «Dopo la trasformazione avvenuta nel luglio scorso, Ato4 ha all’interno degli organismi di controllo e di gestione anche i sindaci- ricorda Vaccari – e, se passiamo da questo a un attore privato, c’è un salto illogico, un allontanamento rispetto ai cittadini che deve preoccupare tutti, noi per primi».

